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Mes e prescrizione, Dibba torna e soffia sul fuoco: Di Maio gonfia il petto, il Pd pronto a rompere

Toh, guarda chi si rivede, Alessandro Di Battista. L’ex capopopolo grillino è ritornato a far parlare di sé dopo un lungo periodo di ibernazione in giro per il mondo, in cerca d’ispirazione per scrivere un altro dei suoi indimenticabili libri.

di Peppe Papa

Evidentemente sono finiti i soldi prima di Mondadori, poi del Fatto quotidiano che lo ha pagato e forse ancora paga per scrivere reportage, anche questi indimenticabili. Sta di fatto che ha ricominciato a imperversare su social, agenzie di stampa e giornali a dar man forte al suo sodale capo politico del Movimento, Luigi Di Maio.

Il quale sta continuando a tirare la corda con i suoi alleati di governo del Pd, sperando che si spezzi al più presto per ritornare alle urne e salire sul taxi della Lega, insieme al suo piccolo manipolo di fedelissimi, al fine di conservare un posto in parlamento.

Alessandro, che dice di non vivere di denaro pubblico e deve “lavorare per mantenere la famiglia”, cerca un passaggio e si è messo di buzzo buono nel dare una mano al suo ‘vecchio’ amico, solleticando gli istinti più rozzi del popolo Cinquestelle, quelli prima maniera anti-casta e giustizialisti, per giungere allo scopo.

Appoggio pancia a terra, dunque, a tutte le battaglie portate avanti dal ministro degli Esteri che alzano la pressione della coalizione, dagli ostacoli alla trattiva sull’Ilva, alla riforma della prescrizione e il freno a mano tirato sul Mes.

Se fossi in parlamento – ha scritto ieri su Fb a proposito di quest’ultimo – voterei contro” e per quanto riguarda la prescrizione ha suggerito la linea dura “questo è un tema su cui i dem devono per forza cedere, fosse per me andrebbe bloccata al momento del rinvio a giudizio”, infine l’avvertimento: “E’ evidente che se il Pd votasse contro insieme a Forza Italia, il M5S non potrebbe portare avanti questo governo”.

Difficile che ciò accada, come lui stesso ha riconosciuto, perché sarebbero in molti, in caso di elezioni anticipate, a rimanere a casa cominciando proprio dai suoi compagni di Movimento, cui non ha fatto cenno ovviamente. Ha parlato solo ‘maliziosamente’ del pericolo che correrebbero soprattutto i renziani “dentro e fuori il Pd” i quali,“senza più immunità e a rischio intercettazioni”, tremano all’idea di non essere rieletti.

A rispondergli per le rime è stato a stretto giro il deputato Pd, Emauele Fiano che, per niente intimorito, su twitter ha spiegato a Dibba che, se il suo scopo è “andare alle elezioni per ritornare in parlamento alzando il tono contro questa alleanza, questo governo, questa legislatura, non c’è che da farne richiesta esplicita. Noi siamo pronti”.

Una posizione questa che comincia a prendere corpo tra i democratici e potrebbe deflagrare da un momento all’altro, anche prima del varo definitivo della legge di bilancio. In tal caso le conseguenze sarebbero devastanti con la responsabilità di tutti, nessuno escluso, e anche vincere le elezioni per chiunque, potrebbe alla fine non essere un buon affare.

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