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Ancelotti via? Al peggio non c’è mai fine, ma sarà la sconfitta di tutti!

Tre anni e mezzo fa, la Juventus a novembre viaggia in classifica al decimo posto, non si ricorda nemmeno per un giorno che la società sabauda metteva in discussione Allegri, eppure quella crisi di risultati era assai più grave di questa attuale del Napoli, soprattutto perché la Juventus aveva uno squadrone, e non giustificava una tale crisi di risultati, non era di certo una rosa di calciatori incompleta, sfilacciata dai contratti in scadenza o dalle ingiunzioni in tribunale. Quella Juventus recuperò 12 punti all’Inter e 9 al Napoli che erano rispettivamente prima e seconda in classifica, finendo il campionato vincendo lo scudetto, addirittura distaccando l’Inter di quasi venti punti e il fantasmagorico Napoli di Sarri di nove. Se c’era qualcuno da esonerare non era di sicuro Allegri, peraltro mai amato dalla tifoseria bianconera, ma era Sarri così amato da quella partenopea. Ma questi sono gli umori dei tifosi che in generale vivono il calcio o in preda al panico del momento, o nel l’esaltazione temporanea ma anche di mode lanciate da giornalisti per lo più incompetenti, spesso servili, e ancor di assatanati di notizie clamorose di mercato per rendere il tutto sempre interessante affinchè i loro prodotti mediatici si vendessero meglio. Non è concepibile mettere su una tale gogna mediatica contro un signore del calcio come Ancelotti, colpevole solamente di aver accettato di allenare un club non all’altezza dei suoi precedenti. Non è bastato il suo coraggio di arrivare in una società inadeguata nelle strutture e nell’organizzazione, e neanche di arrivare in una piazza talmente isterica dal contestare persino un mostro sacro come lui. Si dirà che quest’anno il Napoli di Ancelotti va male. ma certo bella scoperta, lo vediamo tutti, ma come potrebbe andare bene una squadra uscita dal mercato con due difensori e tre centrocampisti in meno e fra i pezzi mancanti due pilastri dell’ottimo Napoli del recente passato che gia con loro in squadra si faceva fatica a tener testa alla Juventus? Come poteva andar bene se gran parte degli attaccanti in squadra ci fossero tre calciatori di cui due a scadenza di contratto come Mertens e Callejon, e l’altro, Insigne. che aveva manifestato più volte la voglia di andar via per incompatibilità ambientale, cui il suo ruolo di capitano e profeta in patria non ha mai retto? inoltre, come poteva andar bene se tutt’e le avversarie dirette hanno coppie di attaccanti top e il Napoli avere avanti un solo centravanti che non è un centravanti e peraltro sfortunato perchf vessato dagli infortuni come lo è il buon Milik? E per completare avere in sua sostituzione un trentaseienne che non è mai stato un fulmine di guerra nemmeno a vent’anni. Ma di tutto questo si incolpa Ancelotti, solo perché si era ripromesso e aveva promesso a tutti che anche con questa rosa si poteva fare molto di buono e a sprazzi lo ha pure dimostrato sia in campionato che soprattutto in Champions, giocando alla pari con alcune squadre fra le più forti al mondo. Comunque volendo stilare un bilancio ad oggi con tutte le problematiche che si stanno vivendo, Ancelotti lascerebbe una squadra agli ottavi di Champions e settima in campionato con più di 20 partite da giocare da qui alla fine, quindi con settanta punti ancora in palio e alle spalle e aver completato una stagione intera con un secondo posto e fra le prime otto in Europa League e fra i primi 20 club europei. Tranne Benitez, nessuno fra i tecnici che lo hanno preceduto, in termini di risultati, ha fatto meglio di lui sia in campionato che in Europa. Ma oggi si vive una crisi in cui ci sono molti fattori che l’hanno scatenata, dal mercato, alla sfortuna di tanti gol mancati a dai tanti errori arbitrali, tutti episodi che comunque hanno acuito un malessere generale di società, calciatori, giornalisti e tifosi che hanno individuato in Ancelotti il capro espiatorio da immolare. Napoli è una città sicuramente stupenda, Ma altrettanto è una città da sempre dominata dagli eventi e anche nel calcio tutte queste caratteristiche ataviche rimangono, ed è proprio con il susseguirsi degli eventi che nel bene e nel male evolvono le nevrosi napoletane, o ci si esalta troppo o ci si deprime altrettanto troppo, ed è proprio questo modo di vivere la vita a renderla fragile e vulnerabile alla città e agli abitanti, come alla squadra e ai tifosi nel corso della rispettiva storia. Mai che ci siano comportamenti equilibrati dal poter vivere gli alti e bassi della vita con gli atteggiamenti giusti sia nei momenti felici che quelli di difficoltà. A Napoli è sempre uno sbracamento generale, disordinato e infruttuoso. Se solo ci si affidasse totalmente e con grande pazienza a leader calmi come nel calcio lo sono stati Benitez e Ancelotti si sarebbe potuto rimediare a questo continuo stato di disequilibrio che ormai sembra essere la costante di chi per un verso e per l’altro non sarà mai capace di superare gli eventi della propria storia. Noi ci chiediamo perché fra tutte le responsabilità che hanno generato questa situazione, che in se stessa è anche normale nel calcio, primo perché esistono anche gli avversari che magari avranno fatto meglio, e poi che magari sarà stata provocata da tutti meno che da Ancelotti, che è stato quello che nel comportamento è stato il più leale sia verso la società, che ha appoggiato anche quando non avrebbe dovuto e sia verso i suoi calciatori che non ha mai abbandonato nemmeno quando andrebbe potuto chiederne altri più forti di loro. Ma soprattutto quello che più disgusta è perché accanirsi irrispettosamente e con volgarità, alla vigilia di una partita importante, contro un allenatore, che forse a quanto dicono i cronisti che si dicono più informati, disputerà la sua ultima partita in panchina? Avere la presunzione e la sfacciataggine di pensare di essere migliori di Ancelotti giudicandolo senza alcun diritto e titolo è veramente disgustoso, perché ognuno deve misurarsi nella sua storia e nessuno fra quelli che oggi giudicano Ancelotti possono valere nemmeno solo un quarto della sua carriera, ma probabilmente così accadrà, e come già con Benitez, solo il tempo chiarirà dei grandi errori commessi nel giudicarli male anche perché a questi grandi del calcio non accadrà nulla di male e la loro storia vincente continuerà ad essere narrata per sempre, ma le sconfitte del Napoli continueranno a perpetuarsi nel tempo, soprattutto se sarà sempre questo l’atteggiamento per venirne fuori. Mai visto nel calcio che con un cambio di allenatore si migliori una squadra e ancor di più se chi sostituirà Ancelotti fino a ieri lo chiamava a casa per farsi dare umilmente lezioni di calcio e di vita! Non ci resterà ancora una volta che assistere al degrado di una società, una squadra e un ambiente sempre più isterico e spaccato, ma di tutto questo a Napoli pagherà sempre il migliore di tutti. E allora che il destino si compia, perchè ognuno è fabbro della propria fortuna e padrone del suo destino, e fra tutti quelli che lo ha avuto sempre a favore, si chiama Ancelotti, non di certo il Napoli, il suo club, la sua squadra, i suoi tifosi e figuriamoci quei quattro peracottari dei suoi giornalisti, con qualche eccezione che conferma la regola..
di Pippo Trio

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