Ancelotti via? Al peggio non c’è mai fine, ma sarà la sconfitta di tutti!
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De Laurentiis: “Amo la continuità, voglio Ancelotti 10 anni sulla panchina del Napoli”… (sic)

Con questo titolo beffardo, preso a prestito dalle solite falsità peonunciate da De Laurentiis nel corso degli anni, salutiamo Carlo Ancelotti, il più grande allenatore del mondo che in un momento di follia, due estati fa, decise di venire ad allenare nel club peggiore della sua lunga e luminosa carriera. Ma nonostante la grande esperienza è cascato in una trappola prevedibile, perché già altri prima di lui ci sono cascati ed ha pagato questo errore madornale di venire ad allenare nella città più isterica d’Italia per eccesso di generosità. È un mistero che già sorprese tutti un anno e mezzo fa che un tecnico come lui potesse arrivare a Napoli, perchè trovavamo incomprensibile che un allenatore del suo rango invece di accettare solo top club, per il solo fatto di voler tornare ad allenare in Italia decise di decurtarsi i suoi ingaggi altissimi ottenuti dovunque per tentare l’impresa impossibile di far vincere una squadra che non vince da più di trent’anni e farlo in un club fra i meno strutturati e ortganizzati al mondo, con a capo un personaggio a dir poco sui generis. Prima di lui, lo stesso errore lo aveva fatto un altro grande, Rafa Benitez, anch’egli sedotto dai progetti-bluff tanto visionari quanto deliranti del presidente più anomalo della storia del calcio, ed abbiamo voluto usare un eufemismo. A nostra memoria non ci pare che sia mai accaduto che si esoneri un allenatore perchè a meno di metà stagione è settimo in campionato e qualificato agli ottavi di Champions e dopo aver vinto una partita per 4 a 0, avendo ancora avanti più di venti partite in campionato e due trofei in cui si è pienamente in corsa. Deve esserci per forza altro che covava sotto la cenere che non siano esclusivamente i risultati, anche perché non sono così gravi e tranquillamente rimediabili s questo punto della stagione per I realistici obiettivi possibili per questo club che già ieri deve essere contento che Ancelotti li ha traghettati al 15esimo posto del ranking europei. È chiaro che le difficoltà sono state molteplici e soprattutto il frutto di una squadra uscita dal mercato incompleta, monca in tutti e tre reparti con un ciclo di alcuni calciatori esaurito in scadenza di contratto con nessuna intenzione di riconferme In realtà non è la prima volta che De Laurentiis rompe i rapporti con i suoi tecnici, al di là dei risultati, ma solo perchè probabilmente perche ad un certo punto questi tecnici con cui si è avuto grande feeling, smettono di essere aziendalisti e oreferirebbero avere più potere decisionale. Mazzarri andò via dopo un secondo posto e gli ottavi di Champions, Benitez, dopo aver vinto due titoli e disputato una semifinale di Europa League dopo trent’anni che non accadeva. Sarri, è stato praticamente esonerato dopo due secondi posti. Gli stessi calciatori, più grandi fossero, e più venivano ceduti. Lavezzi andò via al picco della sua forma. Cavani non ne parliamo nemmeno, Higuain dopo aver fatto 40 gol in stagione, come mai nessuno nella storia del calcio italiano, Hamsik dopo aver battuto il record di gol in tutta la storia del Napoli, stessa sorte capiterà a Mertens ad un passo dal record di Hamsik e allo stakanovista Callejon. Ma adesso capita con Ancelotti che dopo una sola stagione finita arriva secondo, fa i quarti di Europa League e in questa in corso è settimo, ma per motivi di diversa natura, sicuramente non tutti ascrivibili alla sua responsabilità, ma comunque con tutta una stagione avanti per recuperare e con un ottavo di Champions e una coppa Italia ancora tutte da giocare. Allora quando si rompe qualcosa con De Laurentiis non è solo una questione di risultati, altrimenti i protagonisti precedenti con cui si è rotto il sodalizio dati i risultati ottimi non avrebbero mai dovuto lasciare Napoli. Lo stesso Ancelotti, a dire dello stesso De Laurentiis, così come abbiamo titolato, avrebbe dovuto restare a Napoli a vita, come peraltro è stato detto anche per altri. In effetti, ci sono due motivi ben precisi per cui certi protagonisti rompono con il Napoli, il primo è l’avidità di un presidente di voler sempre fare grandi profitti grazie al ricavato dalle cessioni eccellenti, però questo è un problema che afferisce ai calciatori, ma per quanto riguarda gli allenatori, i rapporti si interrompono soprattutto quando con i tecnici in questione finisce la luna di miele e a un certo punt quest’ultimi resisi conto dei reali progetti, smettono di obbedire ai diktat societari. Mazzarri lasciò perchè pretendeva di avere voce in capitolo sul mercato sia in entrata che in uscita, stessa cosa per Benitez, che da grande manager, più di Mazzarri, pretendeva persino di avere voce in capitolo su tutto il business plan, e non solo sul mercato, ma anche sulle strutture e il settore giovanile. Ma caso strano anche con Benitez la stessa modalità usata oggi con Ancelotti, il ritiro della discordia, la goccia che fece traboccare il vaso. Allora come oggi fu un ritiro imposto senza interpellare Benitez, delegittimando in modo irrispettoso e offensivo un grande tecnico che non era abituato ad queste ingerenze e arrogante invadenza di un presidente. Ed è incredibile come si ripete la storia con Ancelotti, ma chiaramente qualcosa si doveva essere già rotto prima, esattamente come si ruppe con Benitez, quindi probabilmente per divergenze varie e di mercato, anche se mai chiarite dai diretti interessati, anche perchè il Napoli detenendo i diritti d’immagine si tutela nella comunicazione contro, anche con gli allenatori, imponendo spesso il silenzio stampa su tutti gli argomenti che riguardano il club se non autorizzati. In tutto questo, De Laurentiis per far quadrare i conti sempre in suo favore, quando comincia a rompere con i protagonisti in campo e in panchina, si premura di farlo digerire ai tifosi pilotando la comunicazione e imporre ai giornalisti locali di esaltare le sue politiche societarie e di gestione e quando decide di demolire l’immagine dei suoi dipendenti non più graditi, prima di licenziarli o cederli, gli mette contro tutta l’opinione pubblica grazie ad una sfilza di giornalisti locali che attraverso il suo ufficio stampa controlla. Sembrerebbe una spy story, ma è la rozza realtà di questo club. Bene ha scritto qualche settimana fa un giornale inglese, il Daily Mail, che occupandosi dell’anomalo caso Napoli sulle colonne del loro tabloid, scrissero che De Laurentiis era un personaggio fantasioso di cinema, che occupandosi di calcio stava rovinando completamente uno dei club più importanti della Serie A italiana e del calcio europeo. Probabilmente ci hanno visto più giusto loro dal lontano Regno Unito che non noi a Napoli da ben sedici anni. Intanto, la vita continua, il calcio trita e consuma tutto in un batter d’occhio, e allora via Ancelotti, arriva la sua ruota di scorta Gattuso, con tutto il rispetto per l’onesto professionista calabrese che per ora non ha nessuna responsailità, ma presto ne avrà, però oggi è dell’addio di Ancelotti che bisogna occuparsi così come scrive questa pagina di storia del calcio, ma altra storia se ne dovrà ancora fare e auguriamo a Gattuso le migliori cose per la sua prossima avventura e la carriera. Tuttavia, magari ci sbagliamo, ma non siamo disposti a scommettere però nemmeno un centesimo sui successi futuri del Napoli, e non perchè pensassimo che fosse Gattuso il responsabile, ma perchè pensiamo che difficilmente accadrà fin quando sarà gestito da questo personaggio avido, viscido, cafone, arrogante e prepotente di nome De Laurentiis e di soprannome Pappone, e bisogna dire che mai nomignolo fu più azzeccato.

Pippo Trio

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