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Bando agli imbarazzi, la sinistra trova il suo leader: Zingaretti ‘incorona’ Conte

GIUSEPPE CONTE, NICOLA ZINGARETTI, FRANCESCA GAGLIARDUCCI

Evviva, il Pd e il centro sinistra hanno trovato il loro leader e il segretario dem, Nicola Zingaretti lo incorona dalle colonne del Corriere della sera.

Evviva, il Pd e il centro sinistra hanno trovato il loro leader e il segretario dem, Nicola Zingaretti lo incorona dalle colonne del Corriere della sera. In un’intervista al grande quotidiano nazionale ha ammesso, senza tanto tergiversare, che l’attuale presidente del Consiglio, Giuseppe Conte è “un punto fortissimo di riferimento di tutte le forze progressiste” e che potrebbe essere certamente un candidato autorevole a guidare il fronte alle prossime elezioni.

Conte – ha spiegato – si è dimostrato un buon capo di governo. Autorevole, colto e anche veloce e sagace tatticamente. Non va tirato per la giacchetta – ha aggiunto – anche se è oggettivamente un punto fortissimo di riferimento di tutte le forze progressiste. Il futuro, tuttavia, sarà determinato dalle scelte che ognuno compirà nei prossimi mesi”.

Il M5S in primis, ma anche le componenti interne al suo partito, sempre pronte a battagliare, porre distinguo, precisazioni e benaltrismi di ogni genere, tutte le volte che c’è da prendere delle decisioni, da quelle meno significative a quelle più importanti.

Insomma, non sarà semplice, ha lasciato intendere, ma non sembra ci siano alternative al momento. Nomi spendibili, che abbiano lo stesso livello di gradimento da parte degli italiani, del premier in carica, secondo solo al Presidente, Sergio Mattarella.

Certo, tutto risulterebbe più semplice se, come auspicato da Beppe Grillo e da alcuni autorevoli esponenti Pd, l’alleanza con i Cinque Stelle diventasse strutturale fino alla fusione in un unico soggetto politico che rifondasse il centro sinistra.

La qual cosa presupporrebbe il compimento della scissione in casa grillina tra la destra capeggiata da Di Maio e Di Battista dalla sinistra che fa riferimento al presidente della Camera, Roberto Fico, oltre il passaggio necessario in un congresso del Pd che Zingaretti non ha escluso di convocare, dopo però le elezioni regionali in Emila Romagna e Calabria.

Penso ad un congresso che rifletta e adegui non solo i nostri programmi – ha detto – ma anche la nostra cultura politica, il nostro sistema di valori, la nostra forma partito. Ho molte idee in proposito”. Be’, meno male.

Nel frattempo Conte, stando ai retroscena raccontati dai giornali negli ultimi tempi, sembra si stia progressivamente smarcando dal Movimento e avvicinando ai Democratici e le parole di Zingaretti lo confermano.

La sinistra, dunque, pare abbia trovato il proprio campione, l’uomo che mette d’accordo tutti, capace di galleggiare sicuro nel mare in tempesta. Rassicurante e ottimista, impassibile e accondiscendente, un muro di gomma che fa rimbalzare i malumori.

Conte è tutto questo, perfetto per tenere le redini senza urtare la suscettibilità e gli interessi di alcuno, che è la principale patologia della ‘gauche’ nostrana.

Perciò nessun imbarazzo se nell’anno e mezzo di governo giallo-verde, sia stato il capo dell’esecutivo che ha approvato e strenuamente difeso i due decreti sicurezza, la flat tax per le partite Iva che aumentava i benefici per i lavoratori autonomi a discapito di quelli dipendenti, oppure la pessima riforma della legittima difesa. Senza contare, all’alba del suo primo mandato, la convinta presa di posizione a favore del populismo antisistema come elemento fondante del suo esecutivo.

Che dire? Non si può avere tutto dalla vita, pazienza, bisogna accontentarsi. Soprattutto, se serve a sopravvivere.

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