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Culle vuote, sempre più vecchi e single: un futuro da ‘brividi’ per il Paese

In Italia ci sono 25 milioni e 700 mila famiglie, sono sempre più numerose e sempre più piccole. Nascono meno bambini e siamo una delle nazioni più vecchie del pianeta. L’Istat, l’istituto di statistica nazionale, anche quest’anno ha pubblicato la sua fotografia del Paese e i dati non sono per niente confortanti.

di Gennaro Prisco

Buon anno a te che non nasci, a te che non cresci, a te che non ti istruisci, a te che sei vecchio da morire. E brindisi, domani andrà come andrà e chissà che non sia davvero migliore questo 2020 e che i nidi si riempiano di futuro e di speranza italiana.

L’Istat, l’istituto di statistica nazionale, anche quest’anno ha pubblicato il nostro tale e quale, e non è una fotografia piacevole da guardare anche se gli stipendi sono tornanti a salire dopo un abbondante decennio.

In Italia ci sono 25 milioni e 700 mila famiglie, sono sempre più numerose e sempre più piccole. Il numero medio di componenti è passato da 2,7 (media 1997-1998) a 2,3 (media 2017-2018), soprattutto per l’aumento delle famiglie uni-personali che in venti anni sono cresciute di oltre 10 punti: dal 21,5% nel 1997-98 al 33,0% nel 2017-2018, ovvero un terzo del totale delle famiglie.

I numeri non sono opinioni e quindi siamo un popolo di single e di aspiranti single, ergo: di solitudini, con tutto quello che ne consegue e che quotidianamente leggiamo nella cronaca rosa, nera, gialla, o analizzando il volume d’affari di chi propone cure per combattere l’ansia, chi spaccia sogni nelle città antiche, nei recinti residenziali della borghesia, nelle periferie urbane e metropolitane dove ancora si rimane incinte a quindici anni e la promiscuità genera mostri.

In questi ammassi sociali il minimo storico delle nascite non lo si avverte ancora, ed è quindi difficile accettare la verità: che siamo uno dei Paesi tra più vecchi del pianeta Terra.

Nel 2018 continua il calo delle nascite: i nati vivi, nel 2018, sono stati 439.747, nuovo minimo storico dall’Unità d’Italia. Mentre il numero dei decessi  è stato di 633.133 unità.

Italiani: 633.133 decessi meno 439.747 nati, fa meno 193.386 culle vuote. Ma, allegria, la speranza di vita media aumenta attestandosi su 80,8 anni per i maschi e 85,2 per le femmine.

Tutto ciò rende l’Italia uno dei Paesi più vecchi al mondo. Gennaio 2019: siamo 173,1 cittadini con 65 anni e oltre ogni cento persone con meno di 15 anni.

In questa Italia qui, il pranzo è ancora servito ed è ancora lontana l’ampia diffusione del modello basato sul pasto veloce consumato fuori casa.

Siamo single, abbiamo sempre più mononuclei familiari e un figlio e mezzo a coppia e non rinunciamo al pranzo a casa  (71,9%). Come dire: ci teniamo alla buona alimentazione, siamo o non siamo in cucina il made in Italy? Siamo o non siamo dei carcerieri? Eh sì, mentre mangiamo sano e beviamo cicchetti anche ad undici anni, le carceri sono sempre più affollate di miserabili e l’indice schizza come il sangue al 117,9%.

Entusiasmo nell’area economica del turismo. Il flusso di presenze cresce e spesso, come accade a Napoli, il troppo viola la città, ma va bene così, perché  428,8 milioni di presenze, in aumento del 2,0%, con una permanenza media di 3,35 notti è grasso che cola e Napoli è seconda in Italia, dopo Milano, e tra le 20 città al mondo più visitate.

Per inciso, i viaggi di vacanza sono quasi 8 volte più numerosi dei viaggi di lavoro e il 54% fa vacanze lunghe. Vecchi sì, ma  nel benessere. Mentre la produzione industriale aumenta dell’1,3 per cento rispetto all’anno precedente.

La dinamica, seppure positiva, non ha ancora cambiato il clima di fiducia delle imprese manifatturiere, anche se esportano il 4,3%, l’aumento della produzione industriale è da fanalino di coda in Europa, dove l’indice si attesta non al 1,3% ma al 2,3%. Ma mangiamo bene.

Le schede dell’annuario Istat sono 24 e sono una piacevole lettura, per chi vuole esercitarsi. A quelle citate sopra, ne aggiungiamo altre, quelle beneauguranti, quell che ci dicono che il grado di soddisfazione generale della popolazione di 14 anni in su, mostra una lieve crescita.

E dopo il decennio di depressione economica che abbiamo alle spalle è davvero piacevole sapere che la quota di persone soddisfatte per la propria situazione economica riprende ad aumentare leggermente in tutto il Paese e in particolare al Sud e nelle Isole.

E noi, che siamo gente del sud della specie “non si molla mai”, possiamo vantare, mentre il Paese si spopola di centinaia di migliaia di giovani che se ne vanno a mettere le tende in un’altra Nazione, di avere un molto elevato numero di persone soddisfatte per le proprie relazioni con i familiari, con  gli amici e con il tempo libero: dove si ‘cazzeggia’ da pazzi, mentre cala la quota  famiglia che giudica la situazione economica in peggioramento rispetto all’anno precedente, a fronte di un aumento di chi la percepisce stabile o in miglioramento.

Insomma sono luci e sono ombre, ma noi non spariamo sul governo se fuori piove.

3 Comments

  1. Gabriella ha detto:

    L’Istat non è un luogo affidabile per la lettura dei dati.
    I dati vanno letti ma devono servire per cambiare qualcosa: nessuna donna potrà fare dei figli che non ha un lavoro stabile se non sa a chi lasciarli per lavorare e, soprattutto, se dovrà lavorare tante ore al giorno.
    Il centro di Napolii si sta spopolando per il turismo perché le abitazioni si tanno praticamente liberando per farne dei b&b, quello spesso è guadagno in nero! Quindi visto che le cose si leggono e si sanno, si prendessero iniziative in merito! La politica dov’è?

  2. Gabriella ha detto:

    A Vita delle donne che è più lunga di quella degli uomini, ma tra poco le cose cambieranno, Perché le donne hanno vissuto di più perché, praticamente si occupavano solo della casa e non del Lavoro e della casa, quando toccherà a noi che abbiamo fatto entrambe le cose la vita si accorcerà.
    Quelli che ora hanno 80 anni e più fanno ancora parte della generazione selezionata dalla guerra generazione della quale anno sono sopravvissuti solo quelli che erano più sani quando toccherà a tutti quelli che invece non sono “i selezionati “, cambieranno e saremmo a vedere.
    Poi, pare che chi vive da solo alla fine ha una vita più breve di quelli che vivono in una famiglia serena, quindi, tanti single moriranno tutti prima!

  3. Gabriella Vaccaro ha detto:

    Lavita delle donne è più lunga di quella degli uomini, ma tra poco le cose cambieranno, Perché le donne hanno vissuto di più perché, praticamente si occupavano solo della casa e non del Lavoro e della casa, quando toccherà a noi che abbiamo fatto entrambe le cose la vita si accorcerà.
    Quelli che ora hanno 80 anni e più fanno ancora parte della generazione selezionata dalla guerra generazione di cui sono sopravvissuti solo quelli che erano più sani quando toccherà a tutti quelli che invece non sono “i selezionati”, cambieranno e saremmo a vedere.
    Poi, pare che chi vive da solo alla fine ha una vita più breve di quelli che vivono in una famiglia serena, quindi, tanti single moriranno tutti prima!

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