E’ finito il ciclo di De Laurentiis, non quello del Napoli!
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Esonerare Ancelotti dopo un 4 a 0 è stato un suicidio, e ora non possono più richiamarlo!

Non si è mai visto nella storia del calcio che un allenatore venga esonerato dopo una vittoria per 4 a 0 e per giunta in una competizione difficile come la Champions. Ancelotti malgrado i casini che i deliri di De Laurentiis avevano causato, aveva ottenuto persino la qualificazione agli ottavi e quindi bene o male aver centrato il primo obiettivo stagionale, peraltro facendo guadagnare al club un’altra dozzina di milioni che si vanno ad aggiugere ai 60 già sicuri fra partecipazione e market pool. Bisognava davvero essere totalmente incompetenti e fuori di testa per cacciare il miglior allenatore al mondo per titoli vinti, uno che la Champions l’ha vinta quasi una mezza dozzina di volte nella sua carriera di calciatore e allenatore. Ma così oggi va il calcio in Italia dove frotte di opinionisti farneticanti pontificano il nulla assoluto raccontando un calcio cervellotico che non esiste, dove il peggiore diventa il migliore e viceversa e il più delle volte asservendosi ai proprietari dei club pur di continuare nella comoda e privilegiata professione di giornalista sportivo, nonstante questa fosse un’epoca in cui i giornali non si vendono più. Oggi sono i social e l’inflazionato calcio televisivo a dare l’opportunità a questi personaggi discutibili di riciclarsi fra blog e ospitate televisive, con racconti e commenti sul calcio a dir poco surreali, opinioni che hanno il solo scopo di creare clamore e quindi ascolti facili, assecondando il popolo forcaiolo del tipico tifoso social. Ed è così che oggi pur di non rompere il giocattolo, si dipinge il calcio italiano come se fosse ancora quello stellare degli anni 80′, dove i top player che allora si chiamavano fuoriclasse, da noi pullulavano e arrivavano tutti in giovane età non di certo in età jurassica. Il calcio italiano, ormai da una dozzina di anni è talmente mediocre che dopo il triplete interista non si è mai più visto un trofeo europeo. E’ talmente mediocre, che oggi nella classifica cannonieri vi sono decine di centravanti in doppia cifra a nemmeno finito il girone di andata. E’ talmente mediocre che da anni i migliori sono stati quei calciatori reduci di un calcio ormai ricordo lontano e che gli stessi non erano altro che i portaborse dei veri fuoriclasse dell’epoca. Totti, Di Natale, Toni erano sono dei pischelli ai tempi di Maradona, Zico, Falcao, Platini, Van Basten, Gullit, ma solo per il fatto di averli frequentati studiati e aver imparato qualcosa dai quei mostri sacri li ha fatti diventare a loro volta dei top alemeno in Italia, anche se all’estero non sono mai stati considerati più di tanto. Eppure in Italia i Totti, i Pirlo, Di Natale, Toni, hanno fatto la differenza fino alla soglia dei 40 anni, qualcuno vincendo pure la classifica dei marcatori malgrado l’artrosi. quesrto per dire il livello medio e la qualità del nostro calcio, che in Europa prende solo mazzate. Ieri in Italia è arrivato Ronaldo a fine carriera e adesso pure Ibrahimovic ambedue oltre i trentacinque, Ibra addirittura potrebbe essere il padre dei suoi compagni al Milan, ma sicuramente faranno la differenza, come del resto la sta facendo Ronaldo già da un anno prendendo la bellezza di 30 milioni a stagione per fare gli stessi gol di Immobile che sicuramente non è un top e dopo che il Real Madrid lo ha ritenuto da pensione senza liquidargli nemmeno il Tfr. Già questo dovrebbe rendere l’idea in che stato è il calcio italiano al confronto di Spagna e Inghilterra. Per non dire quando una dittarella individuale come il Napoli di De Laurentiis, che altrove non farebbero nemmeno accostare ad un club di calcio nemmeno di terza serie, ha la fortuna non solo di rilevare un club come il Napoli ma anche di sedurre conm le sue chiacchiere mirabolanti due fra i più grandi allenatori viventi, pluridecorati in Europa in vena di svernare altri successi in Italia, presi da De Laurentiis solo come specchietto per le allodole , illudendo i tifosi, consegnandogli in mano squadre incomplete che non diventeranno mai grandi team e una volta realizzato che allenatori simili non ce li si può permettere, li si danno in pasto ai tifosi grazie al massacro mediatico di critici ed opinionisti compiacenti, non prima di averli messi in condizioni di sfigurare con mercati vergognosi sia in entrata che in uscita, distruggendo progetti che avrebbero potuto essere finalmente vincenti con alla guida dei veri e propri santoni del calcio. Ma nemmeno Mandrake poteva vincere qualcosa guidando squadre zeppe di Lopez e De Guzman, o di Elmas e Gaetano, con tutto il rispetto per loro . Chi pretendeva che Ancelotti non facesse lo shampoo alle bambole con una squadra scellerata come il Napoli di oggi, deve cambiare mestiere e magari fare il parrucchiere per davvero. Nonostante tutto Ancelotti, già al primo anno è arrivato secondo con una squadra precedentemente spompata dall’integralista del tiki taka, poi ha disputato un grande girone Champions dominando top club esagerati e fatto i quarti di Europa League. Sfidiamo chiunque dimostri che qualcuno, escluso Benitez al primo anno, abbia fatto meglio. Ma Benitez è un grande allenatore come Ancelotti, però almeno a Napoli nel primo anno grazie alle plusvalenze del passato di Lavezzi e Cavani è riuscito ad ottenere in parte uno zoccolo duro di calciatori di livello, presi persino dal Real Madrid cominciando a vincere e costruire la squadra che avrebbe dovuto finire il ciclo Beniteziano se solo avessero dati mezzi, business plan e tempo per ottenere una grande vittoria, fallita poi puntualmente per tre volte con Sarri, nonostante la ghiotte occasioni. Ad Ancelotti invece non è stato dato nulla, tranne questo Lozano completamente fuori contesto, perchè Ancelotti avrebbe voluto il messicano da un anno avendo pianificato in tempi non sospetti la cessione Insigne, meno compatibile al suo gioco e totalmente immaturo per fare il capitano di una squadra che dovrebbe vincere. Insieme a Lozano, avrebbe dovuto arrivare un esterno basso che Ancelotti aveva individuato in Trippier, un numero 10 che aveva pensato potesse essere James Rodriguez, e un grande centravanti individuato in Icardi. Unica mancanza di Ancelotti era quella di non aver pensato di rinforzare la mediana, ma evidentemente dopo Hamsik, non poteva immaginare che gli avessero venduto pure Rog e Diawara, così in difea, perchè dopo Albiol non poteva immaginarsi che gli avrebbero levato anche Chiriches. In ogni caso Ancelotti, abituato come sempre ai grandi calciatori, che sono grandi proprio perchè dimostrano di essere sempre grandi e anche in altri ruoli, pensava di poterlo fare pure a Napoli, immaginandosi che i vari Ruiz, Zielinsky e tutti gli esterni che si trovava in abbondanza, quanto meno sarebero stati capaci di rendere discretamente anche in altri ruoli sperimentando la loro duttilità con turn over selvaggi pur di far giocare tutti e renderli motivati e partecipi, ma anche per non dover chiedere inutilmente a De Laurentiis di svenarsi al mercato. Ancelotti ovviamente come tutti i grandi allenatori non poteva che comportarsi comportandosi da vero aziendalista, altrimenti sarebbe stato stupido accettare di venire a Napoli per poi lamentarsi del presidente, sarebbe stato un atteggiamento da perdente in cerca di alibi. D’altronde l’unica condizione, qualora si volesse collaborare con De Laurentiis e allenare il suo Napoli è di spoasare in toto le stategie, la comuncazione e i progetti del presidente, diversamente nessuno fra gli allenatori che si sono succeduti sarebbero mai arrivati. Ma Ancelotti non poteva mai immaginare che nonostante la fedeltà a De Laurentiis e dopo le dichiarazioni del presidente di volerlo per 10 anni, dopo aver pure abbassato il sopracciglio sugli acquisti mancati poi non sarebbe stato ripagato con la stessa moneta della fedeltà. No, perchè non è una scoperta che uno come De Laurentiis promette decine di anni di contratto a tutti i suoi allenatori e poi li fa fuori sistematicamente quando cominciano a diventare esigenti o ingombranti nella popolarità. Ma stavolta il presidente del Napoli nostante appoggiato stoltamente dalla critica nella decisione di esonerare Ancelotti, ha commesso un errore madornale, speriamo non letale, perchè esonerare il miglior tecnico al mondo, per prenderne uno che non sarebbe capace nemmeno a scrivergli gli appunti potrebbe rivelarsi un vero e proprio suicidio. Certo, Ancelotti forse sopravvalutando le sue qualità oltremodo, ha pensato di poter fare comunque le nozze azzurre con i fichi secchi, e soprattutto non poteva immaginarsi quanto fosse subdolo il suo nuovo presidente che aveva impoipolarmente pur sempre difeso malgrado le dichirazioni destabilizzanti e i ritiri punitivi senza interpellarlo, ed è così che la frittata poi è stata fatta. Ancelotti, visto che tutti lo ritengono, a torto, come l’unico responsabile, avrebbe avuto tutto il diritto e la responsabilità di rimediare la stagione, invece di farlo fuori dopo un 4 a 0 in Chanmpions, perchè così è andato via da vincitore, mentrei danni adesso li sta facendo Gattuso, chiaramente, il più incolpevole di tutti, malgrado i limiti e la differenza abissale con il suo vecchio maestro. Nel calcio non ci sono controprove, ma siamo ragionevolmente certi che dopo la sonora e felice vittoria con il Genk, Ancelotti avrebbe avuto più possibilità, esperienza e qualità di rimettere in gareggiata la squadra e magari aspettare gennaio per puntellare l’incompletezza della rosa e renderla più equilibrata e magari riuscire pure a pacificare l’ambiente assai scosso in quel tremendo periodo fra novembre e dicembre. Certo, la situazione era compromessa, non si sarebbe più potuto vincere lo scudetto, ma solo chi non capisce nulla di calcio poteva immaginarsi uno scenario tricolore con questa squadra, ma oltre alle scelleratezze presidenziali, gli accomodamenti aziendalisti di Ancelotti, ci si è messa pure la sfortuna, gli errori arbitrali e quant’altro. Però con il mercato insufficiente fatto ad agosto e dopo i deliri del presidente solo con un tifo ottuso si poteva immaginare una stagione di successi, anche se un’annata sulla stessa falsariga delle precedenti sarebbe stata ancora possibile. Ancelotti avrebbe avuto tutto il tempo per ottenere almeno il quarto posto, magari vincere la Coppa Italia e andare ancora avanti in Champions. Del resto, se dopo il Genk fosse riuscito a vincere queste tre partite disputate da Gattuso, oggi il Napoli sarebbe a cinque punti dalla Roma quarta con tutto il girone di ritorno da giocare. Invece ci si è voluti far preddere dall’isteria, dall’ostinazioneforcaiola di punire i calciatori con multe salatissime che ancora pendono come tante spade di Damocle, e dopo tutto questo casino ecco arrivare la soluzione più banale, portare un allenatore inesperto capace solo a motivare e caricare la squadra, il classico sergente di ferro che serviva per scaricare su Ancelotti tutti gli alibi e le respkinsailità tipiche di chi punta il dito sul più classico dei capri espitaori nel calcio, la figura del tecnico e più grande questo sia e ancor più facile e scaricargli tutte le respinsabilità del caso. Accadde allo stesso modo con Benitez e in parte con Mazzarri e Sarri che però grandi non erano e non sono mai stati in carriera. Ora però è il momento di Gattuso che pur di rimanere nel giro che conta accetta di traghettare il Napoli chissà dove e senza garanzie sul futuro, ma fino adesso con il suo bastone di allenamenti super intensi e la sua carotafatta di coccole, baci e abbracci nemmeno riesce a far breccia e risultati anche se nel calcio tutto è possibile e solo il tempo e il campo sentenzieranno. A nostrio avviso stato molto più razionale affrontare con calma la crisi e proseguire con Ancelotti, invece tutto l’ambiente ha pwerso la trebisonda sulla scia delle dichiarazioni incendiarie del presidente, ma ad un allenatore dell’esperienza di Ancelotti, quanto meno avrebbero dovuto accordare la possibilità, il diritto e la responsabilità di venirne e fuori, del resto con la prestigiosa vittoria e il pareggio con il Liverpool oltre a alla vittoria a Salisburgo se lo sarebbe ampiamente meritato . Sarebbe stato ragionevolmente ipotizzabile immaginarsi che malgrado tutto con Ancelotti qualche possibilità la si poteva ancora covare, ma adesso salvo clamorosi miracoli, la vediamo molto improbabile. Inoltre, con il vecchio tecnico si sarebbe avuta qualche piccola chance in più anche con il Barcellona, ma così non sarà, e adesso dopo il suo esonero il Napoli continua a precipitare giocando a sprazzi buoni e altri scellerati, ancora peggio che quando governava Carletto, che per ironia della sorte eventualmente si facessero altri danni, non potrà nemmeno essere richiamato , perchè non appena sul mercato, in Premier League se lo sono subito accaparrato a suon di milioni, circa 54 in 4 anni, che è tanta roba per un tecnico giudicato bollito in un campionato sicuramente inferiore a quello della Premier, e infatti in sole due partite a levato l’Everton dalla zona calda della retrocessione ed è in procinto di progettare in grande in questo futuro top club di Liverpool che su di lui ha lungimirantemente puntato per mettersi al livello dei cugini campioni d’Europa. E intanto a Napoli si incassa la sconfitta ad opera di un’Inter che non vinceva al San Paolo da più di un ventennio e da Conte che malgrado avesse vinto ttre scudetti con la Juventus, a Napoli non aveva mai vinto, e qualcuno ancora se la prende stupidamente con Ancelotti ormai proiettato in ben altrà realtà. Per fortuna però non tutti la pensano così e i cori a fine partita al San Paolo hanno dimostrato che probailmente tanti fra i tifosi ritengono più responsabile De Laurentiis che non Ancelotti o Gattuso di questa situazione. Però sono cori tardivi che non ci sarebero stati se solo il Napoli avesse pareggiato e allora neanche va bene inscenarli solo dopo una sconfitta, perchè così è troppo facile, si è avuti 15 anni abbondanti per contestare chi non ha mai avuto a cuore le sorti sportive del Napoli ma solo il guadagno personale e adesso forse ormai è troppo tardi, bisogna solo sperare che questo club interessi veramente a qualcuno che voglia restituirgli grandezza. La speranza è sempre l’ultima a morire, hai visto mai?

di Pippo Trio

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