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L’OPINIONE (di Umberto Minopoli) Trump, un folle di successo

Usa e Iran hanno fatto da soli. Dell’Europa non c’è stato nessun bisogno. Di Russia e Cina non sappiamo. Non si sa se è scoppiata la pace, ma il gesto di Trump ha registrato, per ora, un clamoroso successo: politico, diplomatico, militare.

di Umberto Minopoli

Usa e Iran hanno fatto da soli. Dell’Europa non c’è stato nessun bisogno. Di Russia e Cina non sappiamo. Non si sa se è scoppiata la pace, ma il gesto di Donald Trump ha registrato, per ora, un clamoroso successo: politico, diplomatico, militare.

L’Iran ha deciso che la “tremenda vendetta” si sostanziasse in un finto attacco alla più grande base Usa del MO., senza vittime e con solo mura abbattute. Dicendosi poi “appagata” per questo. Ha abbassato i toni. E, per la prima volta, ha parlato di pace. Gli Usa hanno apprezzato la vendetta di paglia“.

E non solo non hanno controrisposto ma hanno ‘controproposto’: “siamo disposti a ridiscutere le sanzioni per garantire all’Iran (in profonda crisi economica) un futuro di pace e prosperità” (Trump).

E’ scoppiata la pace? Certo che no. Troppo presto. Non si capisce ancora se gli ayatollah sono sinceri, o vogliono solo prendere tempo.

Resta il fatto che: 1) senza aiuto di nessuno, Trump esce alla grande dal primo serio round della partita; 2) dopo Corea del Nord, smembramento dell’Isis e tensione tra Iran e Arabia Saudita, Trump (con i suoi metodi surreali e spesso irrituali) ha disinnescato un altro evento pericolosissimo per la pace; 3) ha posto le premesse per la ridiscussione del tema più importante e spinoso oggi tra l’Iran e il pianeta: il futuro “nucleare” della Repubblica Islamica.

Mentre tutti (Europa, Russia, Cina) si erano legati le mani, imbarazzati e indecisi, sull’atomica iraniana e le finte trattative degli ayatollah, Trump ha azzardato e posto i paletti: “l’Iran, ha proclamato, non metterà mai le mani sull’atomica“.

Tutti a dargli del pazzo e del temerario. Ma gli iraniani, che evidentemente a differenza dei parolai inconcludenti europei, lo prendono sul serio, hanno subito dimenticato, nei loro comunicati, l’accenno alla minaccia delle “mani libere sul nucleare“. Se finisce come con la Corea, il biondo col ciuffo, sarà il primo presidente (dopo Kennedy e Reagan) a disinnescare la terza concreta minaccia atomica per il mondo.

Che il rozzo tycoon populista rischi seriamente di passare alla storia? Intanto si avvia a rivincere le elezioni.

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