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Gattuso pensi a far vincere il Napoli, invece di screditare il suo maestro!

Solo i mediocri hanno bisogno di parlare male dei propri concorrenti per mettersi in luce, e questo è un atteggiamento tipico dei perdenti, capita in ogni settore della vita, fra colleghi e persino quando si corteggia una donna vi sono quelli che devono parlar male di un rivale per poter guadagnare dei punti nel cuore e nella testa della corteggiata. È esattamente quello che sta accadendo a Napoli con la squadra di calcio e il suo nuovo allenatore Gattuso, che pur di arruffianarsi l’ambiente ostile al vecchio allenatore Ancelotti, come se ce ne fosse bisogno, ricalca quei concetti ottusi di una critica perlopiù incompetente che aveva additato il mostro sacro Ancelotti come il colpevole del calo della squadra. Possiamo capire che nel calcio bisogna accettare soprattutto fra gli allenatori che si debba lasciare il posto ad un collega nel pieno della stagione, perchè questa è la prassi diventata costume del calcio dei presidenti, anche se raramente si è verificato un miglioramento significativo con il cambio in panchina in corso d’opera, ma che l’allenatore subentrante invece di portar rispetto all’allenatore precedente, pur di accreditarsi meglio al nuovo ambiente debba sminuirne il lavoro se non demolirlo del tutto, è quanto più di irrispettoso possa verificarsi nei rapporti fra colleghi. Questo è il caso delle implicite, ma chiare critiche di Gattuso all’operato di Ancelotti, che non solo sono irrispettose, ma sono veramente sgradevoli perché fatte da una persona che si diceva legatissima al tecnico precedente che peraltro lo ha fatto diventare calciatore importante al Milan e che gli ha permesso di vincere titoli prestigioso oltre che ad allenarlo nel miglior modo possibile, altrimenti un calciatore dai piedi grezzi come Gattuso non sarebbe mai diventato importante se non fosse stato allenato al meglio fisicamente per far emergere almeno le sue qualità migliori nella corsa, nella resistenza e nella fisicità. Gattuso come già detto imputa seppur senza mai fare il nome, quindi ad Ancelotti di aver praticato allenamenti blandi, un modulo di gioco sbagliato che poi era lo stesso modulo con cui Ancelotti e il grande Milan pure del passato di Gattuso ci vinceva tutto al mondo, perché persino Lippi in Nazionale è con quel modulo italianista che ha reso Gattuso campione del mondo. Ma a quanto pare, secondo l’ultima ottusa moda pure Gattuso si è iscritto al partito del 433 di zemaniana memoria che oggi in tutti replicano male, dal momento che quello inventato dal grande allenatore boemo non prevedeva cominciare l’azione da dietro come se fosse la scuola dell’obbligo, oppure perdersi in una infinita serie di passaggetti laterali da una parte e l’altra del campo con palla avanti e palla dietro, titillando i maroni agli spettatori che sembrano assistere più ad una partita di tennis guardando in modo sincopato da destra a sinistra che ad una sana partita di calcio. Inoltre, nel 433, marchio registrato di Zeman, i tre davanti giocavano prevalentemente in attacco più che tornare spesso in mediana quando non sulla linea dei terzini. Per non parlare di questo Tiki taka che sicuramente potrà essere utile in momenti della partita quando ci sarebbe da gestire il risultato, ma non praticato continuamente anche quando occorrerebbe verticalizzare come faceva fare Zeman per innescare i suoi tre davanti, o quando sarebbe il caso di spazzare via palla soprattutto dal portiere o dalla propria area. Ma al di là di tutto ciò, Gattuso non solo non è in grado di poter fare un gioco simile a quello inventato da Zeman ma nemmeno a fare la copia di quello già copiato di Sarri al boemo. Il tecnico calabrese si è distinto nel mondo del calcio per la sua proverbiale grinta, quella cattiveria agonistica espressa in campo anche in modo sgradevole verso gli avversari, a Napoli chi non ricorda quando ringhiò animalesco verso quella gentile anima di Hamsik? Però poi difficilmente questa tipologia di calciatori se la vanno a cercare contro chi è più duro di loro, perché poi tutti ricordiamo le parole di un certo Emanuelson, collega al Milan di Gattuso, che rivelava divertito di come Il calabrese sfidò fisicamente Ibrahimovic e questi lo prese di peso e lo scaraventò in un cassonetto della differenziata a Milanello. A parte la divertente l’annedotistica, resta il fatto che Gattuso più che pensare di far vincere il Napoli continua a occuparsi di screditare irriverentemente il lavoro di Ancelotti, anche dal punto di vista degli allenamenti. Resta il fatto che per quanto lui avesse intensificato le sedute atletiche, il suo Napoli continua a perdere e l’unica partita vinta la si è portata a casa solo all’ultimo respiro. dopo un primo tempo vergognoso giocato dalla sua squadra, inoltre probabilmente l’acido lattico prodotto dai suoi allenamenti più adatti a Marines del calcio, stanno provocando ai suoi calciatori risentimenti muscolari molto più frequenti che non con Ancelotti. Insomna. al di là di tutte le considerazioni di tipo tecnico, Gattuso dovrebbe pensare esclusivamente a come migliorare lui come allenatore che avrebbe tutto da imparare, invece di voler insegnare a chi ha vinto più di tutti al mondo e sicuramente più di Gattuso che peraltro deve ad Ancelotti gran parte dei successi da giocatore perché da allenatore è ancora a zero tituli. Ultima considerazione sul tecnico Gattuso è che prima di mettere in atto schemi rubati a Sarri quindi partenza da dietro, Tiki taka e gioco sugli esterni, si preoccupi innanzitutto se avesse portieri e difensori capaci di cominciare l’azione da dietro, poi ancor di più di aver un centrale davanti alla difesa capace di regolare il possesso palla e di avere esterni bassi capaci a fare tutta la fascia e saper crossare, diversamente sarebbe solo una brutta copia di un calcio, quello di Sarri già inutile nella sua massima espressione, visto che almeno a Napoli mai nulla ha vinto. Ma poi per fare quel tipo di gioco occorre ragionare, essere calmi e non ossessionare dalla panchina dal primo all’ultimo minuto i suoi calciatori in campo che dovrebbero concentrarsi più su quello che accade in tempo reale che guardare ed ascoltare lui eseguendo ordini come tanti robot. Infine per questo suo continuo e ossessivo modo di seguire la partita finisce per non saper leggere gli avversari che ignora completamente e non trovare i rimedi adeguati per cambiare la partita, oltre che perdere del tutto la cognizione del tempo che gli fa tardare clamorosamente le sostituzioni da fare, come ad esempio quella di Lozano per Callejon contro la Lazio, fatta nel secondo minuto di recupero togliendo anche tempo prezioso alla squadra protesa nell’ultimo sforzo di pareggiarla. Quindi invece di criticare impunemente Ancelotti colpevole di non far nemmeno pensare la sua squadra, pensasse piuttosto lui a riflettere e farlo fare aI calciatori in campo invece di sbattersi come un ossesso per tutta partita stressandoli fino allo sfinimento, poi poco importa che ammetta i suoi errori come nel caso di quello di Ospina per dimostrare di essere onesto, perché poco importa l’onestà quando poi si continua imperterriti a sbagliare, sia nei comportamenti verso il suo maestro che intanto vince tre partite su quattro nella sua nuova squadra, che in campo, visto che al contrario di Ancelotti, Gattuso di partite ne ha perse tre su quattro e non solo per sfortuna perché in genere la sfortuna si accanisce verso chi con o suoi errori l’aiuto.
di Pippo Trio

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