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Napoli, mai un mercato invernale così attivo: è cominciata l’epurazione-liquidazione?

A De Laurentiis il mercato piace farlo così, prendere una marea di giocatori inutili con la speranza che su 10 almeno uno diventi top player da rivendere a grandi plusvalenze così come in passato è accaduto per Lavezzi, Cavani, Higuain, Jorginho, Hamsik, tutti giocatori che se fossero rimasti in pianta stabile aggiungendone altri al loro fianco come pretendeva il PIpita, avrebbero portato grandi successi per tanti anni, e invece non appena arrivati al top, subito ceduti al miglior offerente o a clausola rescissoria. L’unico fra questi che è durato di più è stato Hamsik e non a caso grazie alla sua qualità è riuscito a battere il record di gol nella storia di tutti i bomber azzurri, ma alla fine pur rinunciando all’ambizione di giocare in club più importanti che non hanno mai fatto offerte indecenti, neanche lui è riuscito a restare perché non appena è arrivata, seppur tardiva l’offerta giusta di 20 milioni che per un giocatore ormai trentenne che il Napoli pagó 4 volte in meno, abbondantissimamente ammortizzato in 12 anni, anche lui è andato via e non senza suoi rimpianti e quelli dei suoi tantissimi estimatori . Insomma per fare 5 o 6 plusvalenze importanti il Napoli avrà comprato centinaia di mezzi calciatori, e quando non si è riusciti a valorizzarne alcuni che promettevano e non realizzarne plusvalenze, son restati a Napoli con la scusa che “De Laurentiis i suoi campioni non li cede” come amano dire i suoi fedelissimi , salvo offerte folli che gli fanno cambiare subito idea. Ormai sono anni che aspetta l’offertona per Koulibaly, Allan, Insigne, adesso se l’aspetta per Fabiàn Ruiz, magari Zielinsky, ma causa un’annata storta dal punto di vista sportivo, delle prestazioni singole, delle sue stesse destabilizzazioni alla squadra, il valore collettivo e individuale dei calciatori tende a scendere in modo inversamente proporzionale all’età che sale per ognuno dei calciatori, fatti salvi Zielinski e Fabiàn Ruiz ancora con carriere lunghe davanti. Nonostante tutto, gli errori del passato di prendere vagonate di calciatori, alcuni buoni per farlo splendere in vetrina della bottega più cara di famiglia, altri buoni per farci commercio da outlet, altri ancora da mercatino dell’usato, De Laurentiis continua con questa tratta di calciatori più utili al mercato delle vacche che non per rinforzare in modo significativo la squadra, e quando cerca di rinforzarla lo fa sempre perché cerca di ottenerne una capace di fargli guadagnare i soldi della Champions, ma che soprattutto una squadra che non rischi di vincere lo scudetto con i suoi allenatori più ambiziosi, altrimenti sarebbe costretto a tenere i migliori calciatori e magari doverne pure prenderne altri per soddisfare le voglie insaziabili e volgari dei tifosi. Al presidente piace il profilo basso, non gli interessa minimamente vincere, per sua stessa ammissione. Non escludiamo che il presidente si concederebbe volentieri il lusso di vincere solo a condizione che un successo arrivasse con il minimo sforzo e senza intaccare le sue logiche commerciali. Ormai dovrebbe essere chiaro a tutti che la prima finalità del suo modo di fare calcio è quello di procurarsi reddito. De Laurentiis ci campa con il calcio, oggi è la sua vera azienda, quella che mantiene lui, le sue piccole attività diversificate e tutta la sua famiglia. Compra calciatori al mercato con lo scoopo primario di rivenderli a prezzo più alto, come un qualsiasi mercante. Non prende mai un calciatore con il solo pensiero di integrarlo in una squadra sempre più grande, ma lo compra intuinendone il valore futuro che sarà sancito grazie alla vetrina internazionale della Champions a cui dover sempre presenziare, per meglio realizzare e chiudere il cerchio del suo progetto industriale. Quando non va tutto secondo le sue aspettative e quindi senza raggiungere la champions, è allora che tende a vendere il vendibile per compensare il mancato e sostanzioso introito procurato dalle partecipazioni in Chsmpions, esattamente come si prevede quest’anno. E allora nulla di più sensato che mettere in atto il piano B, quindi accontentarsi della solita fetta pur cospicua dei diritti televisivi, ma soprattutto dimezzare gli ingaggi, svecchiare la squadra e trarre maggior profitto dalle cessioni. Ci sono, e in passato, ci sono stati acquisti di calciatori che non hanno mai indossato la maglia, forse neanche la pettorina nelle partitine di allenamento, calciatori comprati a 10 e venduti a 20 come usano fare i mercanti di merce da rivendere, di sicuro per non utilizzarli, ma buoni solo allo scopo di farci mercato. Ciciretti, Inglese, Vinicius in passato i Radosevic, Grassi, il più celebre Vargas e tanti altri, mai serviti alla causa sportiva perche subito bocciati dagli esigenti allenatori succedutisi, che addirittura e in qualche caso ignoravano l’esistenza di tali calciatori, come Mazzarri con Vargas, ma che in qualche modo hanno sempre arricchito la bancarella outlet dei mercatini del Napoli procurando comunque del buon cash o serviti come merce di scambio. Pur essendo apparentemente tutto così controverso, in realtà il mercato del Napoli è chiarissimo, perché finalizzato esattamente e semplicemente come prima opzione, per guadagnare e in seconda per allestire una squadra che potesse raggiungere al massimo la champions, ma guai se dovesse crescere oltre, perché in tal caso suonerebbe l’allarme e intervenire subito affinchè non si rischi veramente di vincere, perché un tale risultato non farebbe altro che rompere le uova nel paniere a De Laurentiis e costringerlo a spendere di più in ingaggi e impedirgli di vendere i pezzi migliori. E allora quando accade tutto ciò, arriva sistematica la destabilizzazione scientifica, la delegittimazione degli allenatori che spudoratamente chiedono calciatori per vincere, e inibire le ambizioni dei calciatori in odor di gloria e danaro. Ecco perché malgrado quella che potrebbe sembrare l’annata peggiore dal punto di vista sportivo, si rivelerà la migliore dal punto di vista amministrativo, perché pur perdendo i diritti Champions, l’ammanco di circa 50 milioni verrà compensato abbondantemente dai ricavi del mercato e dal calo del tetto ingaggi e giustificare così L’ epurazione provocata ad arte con le sistematiche destabilizzazioni derivate nell’insubordinazione dei senatori di cui adesso sarà più facile liberarsi vista l’approvazione moralistica dei tifosi più forcaioli. In previsione futura di tutto ciò, è già cominciata l’operazione futuro perché in previsione di cedere o lasciar andar via la maggioranza dei calciatori attuali, ecco che dal mercato di gennaio, quasi sempre asfittico per il Napoli mai così attivo, arrivano fra gennaio e altri assicurati per giugno, 3 o 4 calciatori e siamo solo a metà sessione , ma forse arriverà anche qualcuno in più. Demme, Lobotka, Rrahmani, forse Amraba e Kumbulla per giugno, e si dice anche di un terzino esterno da pescare nel mare della Grecia. Tutti questi acquisti al di là del valore che ognuno di loro potrà esprimere in futuro, dicono chiaramente che l’epurazione è già in atto, altrimenti non si spiegherebbe l’affollamento, visto che se rimanessero tutti non si riuscirebbe nemmeno a metterli in lista. Noi però ci chiediamo che senso ha spendere poco meno di 50 milioni per prendere tre calciatori a centrocampo quando quest’anno si pretendeva di vincere lo scudetto con tre centrocampisti in meno? Ma poi pure secondo le tradizionali strategie presidenziali a che serve spendere decine di milioni per giocatori ormai maturi, già ventottenni quando invece con gli stessi soldi si dovrebbe puntare a qualcuno più giovane e forte di sicuro affidamento e valorizzazione a plusvalenza futura? Non sarebbe stato meglio prendere ad esempio uno come Tonali, calciatore giovane, forte e adattissimo al ruolo mancante invece di prenderne tre che si pesteranno i piedi fra loro e agli altri che comunque non risolveranno nel modo più qualitativo rispetto al fortissimo centrocampista del Brescia? Tonali sarebbe subito un titolare indiscutibile, coprirebbe Il ruolo importante di regista basso per almeno 5 anni, dopodiché il suo valore sarà addirittura raddoppiato se non triplicato, e allora come mai De Laurentiis un tempo così affascinato da questi profili giovani, da in po di tempo vi si sta allontanando? Berardi, Chiesa, Icardi e altri sono stati suoi oggetti del desiderio da tempo, alcuni di loro stanno diventando vecchi, continuano a restare nelle squadre minori di appartenenza e non si è mai riusciti a prenderli, ora non sembra nemmeno più interessato ai Tonali, ai Castrovilli, ai Zaniolo ma preferisce anonimi ventottenni di cartellino basso e dall’ingaggio modesto. Che significa che sta per liquidare? Non gli interessa nemmeno più la faticosa Chanpions? Realizzare quante più plusvalenze possibili, dimezzare gli ingaggi e magari pensare di riuscire così a cedere il Napoli a costi più appetibili ad un eventuale compratore? Chissà, ma ormai i nodi stanno venendo al pettine e presto scopriremo quale debba essere il futuro del Napoli e quello di De Laurentiis, e i presupposti ci convincono sempre più che stia pensando di lasciare, non prima di aver massimizzato l’ultimo grande affare, totalizzare il massimo dalle cessioni e cedere il Club non meno di 500 milioni cosicché andar via da vincente e soprattutto con le casse piene, potrebbe essere il momento giusto prima che il calcio lo travolga nelle sue imprevedibili e a volte onerose logiche.
di Pippo Trio

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