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I veri top club sono quelli rappresentati dai tifosi, non dai presidenti

Sarà un caso che il Napoli torna ad una grande vittoria con il ritorno allo stadio dell’anima più calda dei suoi tifosi? Non c’è bisogno nemmeno di rispondere, il calcio come sempre risponde sul campo ed emette le sue inesorabili sentenze che vanno al di là di ogni opinione, commento, tecnicismo, perché il più grande valore aggiunto a questo incredibile e fantastico sport sono i tifosi, quelli veri, che prescindono da qualsiasi sovrastruttura concettuale benché nel calcio sono anche importanti i concetti, perché qui nessuno vuol negare che la forza di una squadra sia avere una società forte alle spalle, ricca, potente, strutturata e organizzata, ma tutto ciò senza un forte sentimento di appartenenza che accompagna le gesta dei calciatori è quasi nulla, perché le vittorie diventano scontate, le sconfitte dimenticate, mentre quando il sentimento popolare è grande, lo sono anche le emozioni che suscitano e allora la vittoria diventa tripudio e la sconfitta un dramma, ma è questa la vera essenza del calcio, lo sport più popolare al mondo. Ci vuol poco a vincere e dominare monopolizzando i campionati, grazie alla propria ricchezza e potenza politica, ne sarebbero capaci tutti avendone i mezzi, quello che invece è difficile, e riuscire a farlo con il cuore, la competenza, la voglia di superare i propri limiti grazie alla spinta del proprio seguito popolare. Il Napoli ieri sera ha vinto soprattutto grazie a questi concetti, non perché fosse più forte della Lazio, nonostante in realtà lo sia pure, ma non di certo in questo momento di grande crisi interna. Se Immobile scivola sul dischetto facendo piede e piede, se quel pessimo arbitro compensa le espulsioni come raramente accade con il Napoli, se annulla tutti i gol in fuorigioco dei laziali, ci sarà stato qualcosa di esoterico, di più grande e misterioso a cambiare un destino che appariva segnato. Solo i veri tifosi avrebbero scommesso sulla vittoria di questo Napoli, dilaniato dal suo stesso proprietario, che da quindici anni nel suo “divida et impera” ha scientificamente spaccato in due il grande senso di appartenenza dei suoi tifosi, fra quelli al mondo che più si sentono legati alla propria città, alla propria squadra, alle proprie radici. Più dei napoletani ad esprimere tale sentimento e fierezza vi sono i catalani di Barcellona, gli inglesi di Liverpool, l’anima cattolica del Celtic di Glasgow che si oppone a quella protestante dei Rangers con cui si divide il tifo, come pure l’anims ebraica dell’Ajax, perchè il calcio spesso è anche fede. E Napoli la fede è unica perchè qui si ha una sola squadra che rappresenta i , che non saranno mai nè idealmente, nè praticamente divisi da un’altra realtà sportiva, anche se restano facilmente influenzabili da fattori esterni che li sovrastano. Malgrado ciò a a Napoli il sentimento di appartenenza non si discute, nonostante si fosse da sempre dominati e vessati dalla storia a causa della sua incomparabile bellezza, la sua straordinaria ricchezza culturale, la sua fondamentale posizione geografica, strategicamente così importante nel centro del Mediterraneo, al punto di attirare da sempre una tale quantità di interessi a altrui, a dispetto di quelli dei suoi abitanti, sistematicamente sfruttati, violentati e depredati nel corso di quasi tremila anni di storia. Non si vuole esagerare con discorsi ecumenici di facile presa solo per una partita di calcio, ma a nostro parere la storia di Napoli si riflette e si riperpetua anche in quella del calcio, poche le gloriose e sentite vittorie dei napoletani nella storia della città, come nello sport restano assolutamente indimenticabili, come lo sono le “Quattro giornate di Napoli” e i “due scudetti” della squadra di Masaniello-Maradona che solo un personaggio come l’attuale presidente del club azzurro poteva ritenere un male. Senza voler indugiare troppo nella storia, continuiamo a credere che sia il forte senso di appartenenza quel quid in più che distingue una città dalle altre, un club calcistico dagli altri. Non sarà un caso che quando si parla di Napoli e i napoletani in Italia e nel mondo, si fa sempre notizia, perché naturalmente tutti restano affascinati da quello che accade da queste parti. È un mistero? Forse! Ma di sicuro rimane che quando si parla di Napoli non è la stessa cosa come parlare di Torino, Dortmund, ma persino di Milano o Manchester. La grandezza, in qualsiasi aspetto e argomento della vita e della storia viene espressa dalla grande bellezza di un luogo, dall’eccellenza, il sentimento, la passione e l’amore che riesce ad ispirare, che si identifica totalmente nel suo popolo, e allora essere di Napoli e napoletano non sarà mai la stessa cosa che essere milanese, torinese piuttosto che bresciano o molisano. Il nostro non vuole essere un discorso intriso di razzismo di ritorno ma è solo la constatazione e la consapevolezza che nulla è uguale quando si paragona a Napoli. La sua diversità, malgrado anche tutto la negatività che la circonda è talmente evidente che chiunque ne rimane in qualche modo affascinato. A Napoli ogni sentimento è più forte, più colorato, piú emozionante, più tutto e bisogna che tutto se ne facciano una ragione è magari goderne invece di continuare ad autodistruggerla, perché la sua naturale bellezza vincerà sempre malgrado i fallimenti, le avidità, di chi intende solo sfruttarla perché Napoli vince sempre anche quando spesso non vince o vincerà. E anche ieri sera lo dimostra la vittoria della gente più che della squadra perché non sarà di certo una misera vittoria sportiva per uno a zero in una piccola competizione nazionale a fare notizia, ma è la vittoria gioiosa della gente presente allo stadio, non di certo quella insignificante dell’assenza insignificante ingiustificata del proprietario della squadra di cui si preoccupa più di fare epurazione che di altro, basti pensare che il suo Ringhio Star, come in passato i Ferguson Mazzarri Benitez, Sarri o Ancelotti, era già sul punto di cacciare a rendere l’idea del personaggio. Ma ora basta a parlare del nulla, godiamoci questo Napoli tutto cuore e passione che all’orizzonte c’è già un altro pezzo di storia da fare e sconfiggere, qualsiasi sia il risultato del campo il falso mito di un allenatore che a sua volta ha usato i napoletani per farsi bello e ricco, senza alcun pudore e con finta grandezza. Malgrado tutte le distorsioni del caso, FORZA NAPOLI qui si vince, in ogni caso perché è Napoli a vincere sempre, non altri!
di Pippo Trio

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