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Cosa avrà deciso il Dio del calcio per questo inedito Napoli Juventus, così scontato nel pronostico?

Inutile girarvi intorno più di tanto raccontando suggestive favole miracolistiche, Napoli Juventus è una di quelle partite già scritte sulla carta, perchè come sempre vi è un abisso fra una vera societa di calcio e una piccola dittarella individuale che grazie al calcio pensa solo allesue opportunità di guadagno che questo sport elargisce. Come pure vi è un abisso in classifica e ua notevola differenza dei valori in campo fra ledue contendenti anche se i protagonisti in campo del Napoli non sono poi così scarsi, tutt’altro,sicuramente alla pari se non piùforti di tutte le squadre che lo precedono, Juventus esclusa. Ciononostante, siccome nel calcio contano tanti fattori, sull’esito della partita non ci dovrebbero essere sorprese, anzi consigliamo agli scommettitori più incalliti di approfittare della quota alta attribuita dai bookmakers per la vittoria della Juventus, come si dice in gergo, “a 2,05 è un regalo”. Detto questo, nel calcio come nella vita, certezze non ce ne sono, il calcio è più di una semplice scienza esatta, ecome in tutte lescienze esatte vi è sempre un margine di errore dato dall’incognita,dalla variante affinchè i conti più sofisticati tonino. Diversamente voler fare sempicemente 2+ 2 come nel conto della serva, sarebbe tutto molto facile, e lo sarebbe anche arricchirsi al calcio scommesse, ma in qualsiasi tipo di gioco contano sempre più fattori, e oltre all’organizzazione, all’abilità e un minimo di competenza vi sono anche diverse incognite del tutto legate al caso, alla fortuna, all’imponderabile come un autogol all’ultimo respiro, una decisione arbitrale, un palo, un rigore sbagliato, un espulsione almomento clou, tutte incognite non prevedibili che in una partita secca possono determinare, ma questo per chi ha un minimo di competenza dellamateria lo sanno tutti senza bisogno di filosofeggiare oltre. Ma vi sono anche altri aspetti a detterminare una partita come Napoli Juventus che è da sempre, almeno per quanto riguarda i napoletani per complesso d’inferiorità, la partita più sentita, un’eterna disputa fra savoiardi e borbonici, quella che ha segnato non solo la storia del calcio sappiamo tutti come è andata a finire, una storia che purtroppo anche nel calcio non fa altro che ripetersi, vincono quasi sempre i sabaudi bianconeri malgrado lo splendore nostrano, e guarda caso ultimamente vincono ripetutamente da 4 anni consecutivi 3 dei quali sulla panchina del Napoli vi era l’attuale allenatore della Juventus, ed è proprio questo il vero argomento che colora a tinte forti questo match che diversamente non avrebbe altri interessi se non quello per il Napoli di emergere dalla lunga crisi di risultati e per la Juventus di continuare la sua corsa verso l’ennesimo scontatissimo scudetto. In realtà non è Ronaldo a fare notizia, non lo è più Higuain anch’egli grande ex della partita, ma è Sarri l’argomento del giorno, un bravo allenatore come ce ne sono tanti in Italia, che però inspiegabilmente viene sopravvalutato grazie alle mode che quelli che raccontano il calcio impongono. Sarri, non ha mai vinto quasi nullaenel suo passato di tecnico ha collezionato solodozzine fra esoneri e dimissioni. Una volta approdato in Serie A con l’Empoli, lo ha salvato a stento dalla retrocessione. Alla guida del Napoli più ricco della storia di questo glorioso club non ha mai vinto nemmeno nemmeno il Trofeo Birra Moretti, o quello della Val di Sole. Cionosostante, qualcuno lo definisce maestro di calcio, altri professore, altri ancora come un grande allenatore. Favole tout court e basta! I grandi nel calcio, come nella vita, vincono e lo fanno in modo costante e per tutta la carriera! I grandi tecnici, in genere sono anche grandi persone, sanno fare tutto e nel calcio sanno soprattutto gestire le risorse umane, sanno cambiare le sorti di una partita con un cambio di sistema di gioco, sanno individuare il talento nei calciatori adattandosi a essi e non pretendere il contrario, e soprattutto sanno comunicare,aspetto nonmeno imporeteante in questo calcio moderno. Un grande tecnico non è colui che maniacalmente ogni giorno in allenamento o in partita fa fare sempre le stesse cose ai propri calciatori, facendogli recitare uno spartito a memoria come dei pappagalli, rendendo prevedibile il gioco e monotono lo spettacolo. Non vi è nulla di spettacolare nel passarsi inutilmente la palla dieci volte restando sempre nella stessa zona di campo, lo spettacolo è andare in porta con tre passaggi utili, lo spettacolo è il gesto atletico, tecnico o acrobatico di un calciatore e non ci sarà mai nessuno schema ottuso che potrà suscitare tale bellezza nel calcio. ANapoli ègià capitato nel recente passato che si è idolatrato lafigura di unun bravo tecnico così come Sarri, perchè già prima con Mazzarri si erano dette le stesse cose, parlato di grande allenatore salvo poi passare di moda e oggi nessuno piùlo roicorda come tale. Ad ogni modo ognuno ha il diritto di avere dei gusti propri nel calcio e possiamo capire benissimo che uno come Sarri incontri il gusto degli altri, così come le incontrava Mazzarri, ma i gusti e le opinioni sono personali e soprattutto nonsono la verità assoluta, spesso sono il contrario, e la verità assoluta nel calcio la stabilisce solo il campo con le sue inappellabili sentenze. Al contrario, le opinioni o i gusti, quantunque appartenessero allo stesso modo ad una maggioranza, significano ben poco, e sappiamo pure benissimo come spesso la maggioranza non ci capisce nulla, o quantomeno viene pilotata o dominata dalle opinioni di chi ha il potere di divulgazione,che la guidano come un gregge di pecore. Quindi, una volta stabilito,fino a prova contraria che Sarri non è un grande allnatore, al di la di mode temporanee, vi è peròmda stabilire un altro concetto al riguardo, perchè anche dal profilo umano Sarri è stato dipinto per quel personaggio anticonvenzionale, fuori dagli schemi, il comandante senza macchia e senza paura, una sorta di Cheguevara del calcio alimentando quest’immagine di allenatore maledetto in tuta da metalmeccanico, sigaretta del filosofo e lessico da Bucowsky dei poveri, che impressionando sologli ingenui gli incompetenti che ilcalcio se lo fanno raccontare da altri invece che analizzarlo con le proprie teste o la competenza, ma siccome di quest’ultima ce ne è ben poca in giro per tribune stampa e salottini tv, ecco spiegato perchè si seguono queste mode ben confezionate da questi professionisti della parola. In realtà, più che un rivoluzionario, Sarri dal punto di vista umano è un uomo mite nonostante gli atteggiamenti, da rivoluzionario, perchè uno che corre scondinzolando da Ronaldo in Grecia per prendere ordini, tutto ètranne che un rivoluzionario e ancor di più non lo è dal momento in cui si è messo totalmente a squadra in una società che non ammette buffonate, quelle che invece ne hanno alimentato il falso mito a Napoli al punto che inspiegabilmente dalle nostre parti vi è ancora qualche fessacchiotto che va dietroaqueste puttanate. Inoltre Sarri anche come tecnico non si è inventato nulla, si èsolo limitato a rifarsi dei predecessori, copiandone i sistemi di gioco e le filosofie, quindi da Sacchi a Zeman fino Guardiola e di quel che resta dei ricordi del calcio totale olandese. Potremmo andare avanti per ore a discutere di questo argomento, ma crediamo non ne valga poi la pena più di tanto, e sappiano, quelli che ci leggono per la prima volta, che queste cose su Sarri le dicevamo e le scrivevamo al suo massimo picco di successo a Napoli nella parte del fasullo Masaniello, non oggi che è un modello di pura juventinità. Solo per questi motivi, crediamo che se esista un Dio giusto nel calcio, malgrado le differenze abissali fra i due club e le due squadre in campo che sarebbe più giusto vincesse il Napoli come punizionea chi l’ha veramente tradita, non tanto per aver scelto di allenare altrove, quello non è assolutamente contestabile,ma per essersi arruffianato i napoletani raccontandogli frottole sulla sua indelebile napoletanità, sulla avversione ai potenti e di guidarli dritti alla conquista del palazzo, quel palazzo che invece era il suo vero obiettivo da raggiungere, non di certo insieme ai napoletani, ma finalmente per trarre quella ricchezza tanto agognata fra un campo di periferia e il mitico San Paolo. Per tutto questo, la sua Juventus dovrebb lasciarci le penne al San Paolo,lomeriterebbe soprattutto lui , ma siccome in questo sport, gli allenatori come Sarri non contano una mazza, ma contano molto di più le società e i calciatori, non ci sarà mai un Dio che sia più propenso a premiare chi a Napoli sfrutta la passione della gente senza investire nulla pur potendo, affinchè essere alla pari con club come la Juventus che comunque meritano at orto o a ragione di essere sempre al vertice. Quindi Sarri o non Sarri, ci fosse chinque su quella panchina non potrebbe che vincere, ma è pur vero che proprio perchè ci sta Sarri, che ci sono buone speranze che la vinca il Napoli, sia moralmente e sia perchè tutto è tranne che un grande allenatore e allora affidiamo come sempre il giudizio al dio del calcio e al campo. Poi che gli altri vogliano applaudire e ammirare Sarri o altri fischiarlo e come noi denigrarlo, fa tutto parte del contorno, ma non cambia la sostanza, e ognuno si regoli come gli pare ad accogglierlo allo stadio, la cosa ci lascia del tutto indifferenti, di certo non ci farà cambiare opinione, perchè la nostra è basata sulla verità espressa nel campo e fuori. Sfidiamo chiunque a smentirci nel merito di questo personaggio molto sui generis, ma purtroppo ancor tanto di moda. Però come sempre le mode passano enel calcio ancor di piu perchè quello che resta è sempre la storia quella passata e quella che dovrà ancora essere realizzata. Poi se Sarri sarà capace di vincere la Champions e allora nel caso regoleremo di conseguenza e ne riconsideriamio il giudizio valoriale del tecnico, ma al momento questo è quantoe nessuno può sffermare ilcontrario di quanto ad oggi non è mai stato: il grande allenatore che altri millantano che sia!

di Pippo Trio

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