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Supermercato De Laurentiis, spendi 50 guadagni 100 e il risparmio è garantito!

Nel nostro titolo è racchiuso tutto il concetto mercantile applicato al calcio del commerciante De Laurentiis che vede questo sport solo come grande opportunità di guadagno sfruttando la passione, il seguito e le risorse che lo stesso calcio gli fornisce per guadagnare. Non esiste alcun settore industriale che senza investire in strutture, in organizzazione, in approvvigionamento merci che garantisca degli introiti fissi così importanti così come nel calcio. Incassare senza aver prodotto nulla già circa 100 milioni come quota parte della torta dei diritti tv, solo per la partecipazione ad un campionato più i relativi incassi degli abbonamenti allo stadio, degli sponsor e di tutto l’indotto che ne consegue, è pura manna del cielo. Immaginatevi se qualsiasi altro industriale avesse lo stesso vantaggio cosi come nel calcio di tali agevolazioni economiche anzichè investire rischiando i propri capitali o gli concedessero strutture a basso costo, che albero della cuccagna sarebbe fare gli imprenditori. Ma purtroppo questo accade solo nel privilegiato mondo del calcio una sorta di porto franco, un settore industriale a statuto speciale, che per tanti aspetti si gestisce autonomamente persino nelle proprie controversie, spesso byoassando la giustizia ordinaria qualora non sforasse nel penale. Tuttavia malgrado i grandi vantaggi gestionali ed economici, vi è chi però usa queste agevolazioni organizzativi e gli introiti facili, investendoli tutti per migliorare lo spettacolo, per costruire strutture moderne, per vincere nello sport, e altri che questi vantaggi globali soprattutto economici li sfruttano esclusivamente per arricchirsi, partecipando alla competizione sportiva solo allo scopo che si continui a macinare guadagni, più che titoli. Per farla breve ci sono presidenti di calcio che hanno come obiettivo vincere il più possibile coniugando le vittorie alla crescita economica che si rinveste per vincere e crescere sempre più e ci sono presidenti che hanno come obiettivo esclusivamente il guadagno da ottenere solo ed esclusivamente attraverso la partecipazione, escludendo volontariamente l’obiettivo di vincere e anche quello di crescere strutturalmente, ma utilizzare le risorse solo ed esclusivamente per fare profitto. Uno di questi presidenti si chiama De Laurentiis, uno che vede il calcio come se fosse uno di quegli enormi centri commerciali, dove il suo marchio, le sue vetrine vengono mostrate a milioni di persone e venderci i suoi prodotti. E come tutti i commercianti compra a un prezzo minimo e rivende a quello più alto, ma seguendo esclusivamente la logica del mercato, del commercio è del tutto naturale che fosse così perché il fine del mercato e del commercio è proprio quello di comprare e rivendere facendoci profitto vendendo a terzi che sono i clienti ed è questo il fine di tutti i mercanti e i mercati. Ma nel calcio il mercato non funziona solo per vendere a terzi , perché i partecipanti al mercato comprano e vendono allo scopo primario di vincere non commercialmente, ma sportivamente senza chiaramente disdegnare la possibilità concreta di poterci pure guadagnare a livello economico, perché sono le vittorie sportive la vera ragione anche commerciale del calcio, la maggior fonte di guadagno, perché le vittorie garantiscono introiti più grandi, più tifosi, quindi più incassi e per fare tutto ciò bisogna comprare più che vendere, quella materia prima che permetta di vincere, crescere in tutta l’organizzazione e nelle strutture affinchè il valore del club possa essere sempre più alto nel tempo grazie proprio al valore strutturale ma soprattutto è nel prestigio e il blasone che le vittorie sia sportive che economiche crescono nel tempo. Adesso per commentare questo insolito e alquanto vivace, apparentemente spendaccione mercato di gennaio del Napoli e quindi di De Laurentiis, quelli che gli tirano la volata dicono che il Napoli è il club che in Europa ha speso di più in questa sessione di mercato, ed è chiaramente vero, ma soprattutto che non è affatto vero che De Laurentiis non spende per migliorare la sua squadra. È molto facile giocare con le parole raccontando false verità su dati oggettivi, perché sicuramente è vero che De Laurentiis ha speso sin dalla stagione scorsa e spenderà da qui ad agosto almeno 200/220 milioni anticipando dai tesoretti accumulati ma siamo ancora più certi che ne ricaverà perlomeno il doppio dalle cessioni fatte sin dalla stagione scorsa e a quelli più considerevoli che farà nella prossima sessione estiva di mercato, quindi è evidente che il suo mercato di compravendita ha come fine il guadagno, altrimenti se fosse quello sportivo non spenderebbe 200 milioni per prendere dozzine di mezzi calciatori che tra l’altro gli consentono pure di abbassare gli ingaggi, ma spenderebbe la stessa cifra per prendere quei due o tre campioni che integrati a quelli bravi già esistenti, consentirebbero quel salto di qualità definitivo affinché poter ambire concretamente a titoli sportivi più importanti. Si dirà che il Napoli di De Laurentiis non ha la forza economica per poter competere sul mercato, però allo stesso tempo spende 200 milioni, e allora nessuno gli chiede di spenderne di più ma che queste cifre vengano spese per vincere non per ricavarne il doppio nella partita commerciale. Nel calcio le partite si giocano in campo per vincerle e portarsi a casa un trofeo, non sui banchetti del mercato per portarsi a casa il gruzzolo. Certo, sarebbe il massimo se si riuscisse ad ottenere l’uno e l’altro, ma la vera e primaria ragione del calcio è soprattutto vincere non di certo di guadagnare perché i soldi che vengono distribuiti ed elargiti a pioggia nel mondo del calcio televisivo e dei vari diritti per la partecipazione hanno lo scopo di migliorare la competitività, lo spettacolo e la capacità attrattiva del calcio, non per regalare soldi a chi non li investe per migliorare ed essere sempre più competitivo nelle strutture, nell’organizzazione e nel valore della propria squadra. De Laurentiis ha tutto il diritto di sfruttare il calcio esclusivamente per i suoi obiettivi industriali ed economico visto che questa opportunità gli è consentita, ma è ormai chiaro che il suo obiettivo primario è questo, perché ad oggi in sedici anni lui è il suo club nonha vinto alcun titolo sportivo importante mentre a livello economico ha vinto in ogni anno la sua personalissima partita economica, perché investendo solo 30 milioni di euro in fidejussioni bancarie per rilevare il Napoli e dopo sedici anni aver fatturato più di 2 miliardi, averci guadagnato sinora presumibilmente perlomeno un terzo, praticamente 500 e avere un valore commerciale del club di circa altri 500 milioni, significa che De Laurentiis ha stravinto la sua competizione economics mentre squadra e tifosi hanno straperso quella sportiva, chi dice il contrario mente sapendo di mentire mistificando i fatti reali. In ogni caso nessuno vuole contestare a De Laurentiis il diritto e la libertà di fare impresa commerciale come gli pare, gli contestiamo solo che l’impresa sportiva dato il rapporto incassi/risultati è praticamente nulla, qualcuno potrebbe dire fallimentare, ma nel calcio e nello sport mai nulla è fallimentare perché l’onore va concesso a vincitori e vinti, ma non si può concedere a chi deliberatamente intende lo sport esclusivamente per guadagnare, e non potremo mai condividere un tale ideale di sport, nonostante il calcio fosse soprattutto business, ma rimane pur sempre una competizione sportiva la cui primaria finalità è vincere competendo al massimo delle proprie possibilità ma se quelle possibilità sono utilizzate per aumentare solo la propria ricchezza personale e non per far vincere il club e allora vi è una grade distorsione del concetto di fare sport!

di Pippo Trio

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