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Se De Laurentiis non avesse messo su questa spy story, il Napoli oggi sarebbe già fra i primi 4 posti

Chissà cosa sarebbe successo se il Napoli non avesse acuito la sua prima crisi di stagione con le deliranti esternazioni di De Laurentiis, a nostro avviso scientifiche perchè create ad arte ad anticipare la fine di un ciclo che a nostro avviso non era per niente concluso, e chissà che oggi con quasi tutto il girone di ritorno davanti non si era già a pari punti con Roma e Atalanta. Non c’e controprova, ma è evidente che questa squadra è stata indebolita e resa incompleta nel mercato di agosto e destabilizzata poi da De Laurentiis che ha colto subito l’occasione per anticipare la fine di un ciclo approfittando della crisi per giustificare le cessioni future da cui ci guadagnerà tantissimo e contemporaneamente dimezzare il tetto ingaggi, liberandosi così in tutta fretta di un grande tecnico come Ancelotti che non solo aveva già minacciato di incatenarsi se gli avessero ceduto Koulibaly e Allan ma lo avrebbe rifatto anche se non avessero rinnovato i contratti di Mertens e Callejon per non dire di non prendere nemmeno in considerazione un’eventuale cessione di Fabian Ruiz. Insomma Ancelotti era l’uomo da eliminare, e per farlo è bastato scavalcarlo sulla decisione del ritiro, nell’aver poi costretto i calciatori ad andargli contro facendo trapelare malcontento generale e poi provocare questo stranissimo ammutinamento di cui non si è mai capito il motivo scatenante, se qualcuno fra i calciatori un giorno volesse spiegarlo gliene saremmo tutti grati. Ma il Napoli di De Laurentiis soprattutto da quando venne Ancelotti è gestito come una spy story cinematografica, a cominciare dalla locandina che vedeva De Laurentiis e Ancelotti in stile ”Attenti a quei due” o come una delle tante della saga 007. In effetti è così che è andata ma ancora non è finita perché tanto prima o poi arriverà pure il finale di stagione per tutti, e chissà non dovesse finire bene che qualcuno non decida di vuotare il sacco su tutta la vicenda. Noi siamo ragionevolmente certi che senza certe interferenze presidenziali questo Napoli avrebbe assorbito la prima crisetta stagionale e si sarebbe rimessa in careggiata, certo non per vincere lo scudetto ma perlomeno per arrivare tranquillamente in zona Champions del resto ancora non impossibile, ma la crisi iniziale è arrivata soprattutto per lacune in alcuni ruoli di squadra a cui non si è rimediato ad agosto, ma poi in seguito anche per episodi sfortunati a cominciare da quell’incredibile autogol di Koulibaly a Torino e alla incredibile sequela di pali e gol mangiati, per non dire di certi errori arbitrali che hanno penalizzato più del dovuto. Chiaramente tutto questo in una corsa a tappe come il campionato ti fa perdere punti e strada rimanendo indietro, e se qualcuno invece di spingerti in avanti, al contrario finisce per darti il colpo di grazia, e allora diventa assai difficile e complicato. Ma nonostante tutto il primo obiettivo stagionale il Napoli di Ancelotti lo aveva raggiunto più che brillantemente, ora non restava dopo la sonante vittoria con il Genk di risalire anche in campionato, ma evidentemente qualcuno voleva evitare che ci si riprendesse subito, togliendosi dalle scatole Ancelotti prima che questi avesse inanellato vittorie che avrebbero reso poi impossibile il suo allontanamento e siccome la squadra era buona, sarebbe inevitabilmente risalita anche con qualsiasi altro tecnico, anche se nessuno avesse previsto che poi si sarebbero perse 4 partite su sette. Siamo moderatamente convinti che con Ancelotti non si sarebbero perse altre quattro partite, poi magari a gennaio si sarebbe intervenuti sil mercato come poi è avvenuto con Gattuso e la squadra avrebbe trovato la quadra che sin dall’estate era stata smarrita e mai ritrovata senza alcuni pilastri mancanti del passato e con un centrocampo così monco che era stato già un miracolo centrare gli ottavi di Champions. Ma purtroppo questa crisi è stata strumentalizzata a dovere, sua dal presidente che dai suoi accoliti della stampa, istruiti per bene a demolire la figura mitologica di Ancelotti, nonché a seminare zizzanie di spogliatoio, ma ormai quello che è fatto, inutile piangere sul latte versato e si quello che non sarà mai più il Napoli di Ancelotti, perché nessuno ha voluto che fosse stato, a cominciare dalle vedove inconsolabili sarriani, leccaculi imperterriti del presidente, calciatori come Hisay e Insigne sentitisi esclusi del progetto futuro del tecnico. Ora sembra essere tornato il sereno, sembra, ma già si profila una lunga estate calda di mercato e tante valige sul letto, non solo per partite per le vacanze! Chi vivrà vedrà.
di Pippo Trio

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