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Questione arbitri: De Laurentiis, paladino dei suoi interessi economici, non sportivi!

De Laurentiis rompe il silenzio: “Troppi rigori negati! Un delitto non andare al VAR, potrei chiedere i danni!” . Proprio lui parla di danni ricevuti, quando ogni volta che parla l’unico a fare danni a squadra e tifosi è lui. Un presidente quasi sempre assente, come a Milano in occasione di un importantissima semifinale di coppa Italia, e oltre a lui assente da tempo, nessun dirigente ad accompagnare la squadra, ormai abbandonata a se stessa malgrado le affettuose cure di Gattuso che se l’è presa veramente a cuore scervellandosi per capire la natura cervellotica di quest’incredibile alternanza di risultati: grandi con le grandi, piccoli con le piccole. Ma De Laurentiis quando interviene non lo fa mai a caso, e in genere anche se in apparenza sembrerebbe come in questo caso, che lo facesse per difendere il Napoli ergendosi a paladino, che tanto inorgoglisce i suoi più fedeli ammiratori fra la stampa locale e i tifosi più ingenui, in realtà i suoi interventi più che protettivi dei tifosi, della squadra, sono solo ed esclusivamente volti a proteggere i suoi interessi economici, non di certo quelli sportivi, altrimenti a novembre non avrebbe minato lo spogliatoio della sua squadra con dichiarazioni diffamanti su alcuni calciatori che non solo ne hanno minato i risultati, come era alquanto prevedibile, ma hanno causato un vero tracollo emotivo e sportivo, e in quel caso, anzichè recuperare un buon rapporto, ha acuito la crisi in occasione del rifiuto dei calciatori al ritiro, le cui ragioni mai nessuno ha ascoltato, comminando multe salate agli stessi e la concreta minaccia di cause legali per danni d’immagine. Praticamente, quando De Laurentiis minaccia cause a chicchessia lo fa esclusivamente per monetizzare quello che lui ritiene un danno economico più che sportivo, altrimenti ci andrebbe molto più cauto con le minacce, sia ai calciatori che agli arbitri. Lui quantifica il danno subito perché eventualmente causerebbe dei minori introiti senza il raggiungimento della Champions, quindi lo ha minacciato ai calciatori e adesso agli arbitri. Ora. il fatto che De Laurentiis faccia la voce grossa minacciando spesso e volentieri chiunque si metta di traverso sulla sua strada, non fa del presidente del Napoli un rivoluzionario a fin di bene, il Robin Hood dei tifosi, come vorrebbero sostenere i suoi fans fra certi giornalisti leccapiedi e certi tifosotti ingenuotti, perchè questa ennesima presa di posizione estrema è solo volta a tutelare i suoi interessi economici, non di certo dei tifosi vilipesi, quantunque in apparenza lo sembrerebbe. Destabilizzare prima i calciatori ammutinati e dopo i vertici arbitrali solo perché con i loro errori causerebbero l’esclusione dalla prossima Champions, non è chiedere giustizia ma solo tutelare i propri interessi, e non di certo quello dei tifosi. Chiaramente De Laurentiis legittimamente fa benissimo a tutelare i suoi interessi, e liberissimo di citare per danni chi gli pare, se veramente ritenesse di essere dalla parte della ragione, ma nessuno venga a dirci che queste sue rimostranze sono atti eroici a proteggere i tifosi napoletani, la sua squadra e le mancate vittorie sportive, perché non è affatto vero, altrimenti quando si è perso uno scudetto perché nell’ambiente azzurro si lamentavano errori arbitrali clamorosi a favore degli avversari, sarebbe intervenuto, perché in quel caso il danno sportivo è stato davvero stato enorme. Ma siccome il danno sportivo subito non danneggiava il club da un punto di vista economico, De Laurentiis non si sognò affatto di protestare, tanto il Napoli restava secondo e i diritti Champions erano salvi, anzi probabilmente se avesse vinto lo scudetto si sarebbero paventati costi maggiori in termini di mercato e di ingaggi, perchè un tale successo comporta sempre maggiori aspettative per tutti, quindi legittimo richiesta di aumento degli ingaggi da parte dei calciatori meritevoli di aver conseguito ai successo, e il mercato per soddisfare le aspettative sempre più alte dei tifosi e di tutto l’ambiente, mentre arrivare secondi, non solo non pregiudica gli introiti, ma non obbliga moralmente ad aumentare i costi. Insomma, il solito De Laurentiis, capacissimo quando c’è da monetizzare, totalmente assente quando ci sarebbe da vincere sportivamente, altrimenti in occasione della sfida scudetto di Juventus Napoli di due anni fa, sarebbe stato presente, o come una settimana fa a Milano con l’Inter, perché in questi casi non vi erano interessi economici in ballo ma solo sportivi, mentre quando si tratta di sfida per arrivare in Champions o per rimanerci è sempre il primo ad arrivare allo stadio. Meditate tifosi, meditate, altro che paladino, questo personaggio bada solo ai suoi tesoretti personali, dei successi sportivi del Napoli e dei suoi tifosi non gliene può fregar di meno.

di Pippo Trio


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