Che mondo troveremo quando saremo di nuovo tutti liberi di uscire?
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Coronavirus: italiani prigionieri in casa, politici a piede libero

Cittadini ‘prigionieri’ in casa, politici a ‘piede libero’ impegnati nella solita, inarrestabile ricerca di ogni minimo appiglio per conquistare nuove fette di consenso, alimentando caos e incertezze di un Paese provato da una emergenza sanitaria che lo ha trascinato a vivere in una condizione da stato di guerra.

di Peppe Papa

Il governo sta facendo quel che può per fronteggiare la situazione, provando ad evitare passi falsi, muovendosi a tentoni, attento a non accrescere ansia e paura nella popolazione, senza tuttavia riuscirci. L’ultimo decreto che ha messo in quarantena l’intera penisola, assestando tra l’altro un ennesimo brutto colpo alla già non entusiasmante economia italiana, ha precipitato tutti in una dimensione surreale da “Day after”.

Città semideserte, scuole, negozi, centri commerciali, musei, cinema, teatri, bar, pub e ristoranti, tutti chiusi. Stop a eventi sportivi di ogni tipo, compreso il campionato di calcio della serie A, vietati gli assembramenti, gli spostamenti dalla propria abitazione se non per motivi strettamente necessari, proibiti addirittura gli abbracci, le strette di mano. “La salute viene prima di tutte le cose”, ci mancherebbe.

Un provvedimento “al limite della costituzionalità”, come alcuni raffinati cultori della materia hanno sottolineato, che non è bastato però all’opposizione la quale, pur riconoscendo lo sforzo compiuto dall’esecutivo, ha immediatamente rilanciato accusando Conte e i suoi ministri di non essere abbastanza autorevoli, in funzione delle importanti scelte da compiere per fronteggiare la situazione e, sostanzialmente, inadeguati.

Matteo Salvini, che ha dovuto abbandonare in maniera improvvisa la sua campagna elettorale permanente, in un primo momento è rimasto spiazzato dal montare dell’epidemia da Coronavirus, la reazione immediata, come un riflesso condizionato, è stata quella al grido: “chiudere subito le frontiere”, senza tentennamenti. Poi accortosi che il ‘virus’ ce lo aveva in casa, ha cambiato atteggiamento fino a chiedere misure draconiane di contenimento dell’infezione e provvedimenti di finanza da Repubblica delle banane per sostenere l’economia a rischio.

Così, appena scattata la stretta del governo, con una diretta Facebook ha attaccato sostenendo che “serve un governo che dia regole certe, non interpretabili” e che dunque “siamo leali però se qualcosa non va lo diciamo, non voglio essere complice di una situazione che mi sembra stia sfuggendo di mano. Serve un governo forte con regole certe risposte precise”.

Poi più tardi a “Radio 24” ha rincarato la dose annunciando che il centrodestra porterà “nuove proposte di modifica dell’ultimo Decreto” perché servono “misure ancora più restrittive”.

Ho proposto una zona protetta europea – ha proseguito alzando la posta – le nostre misure drastiche andranno applicate a tutti i Paesi europei, il rischio è che tra qualche mese dovremo controllare noi gli accessi”. E ha aggiunto: “I medici chiedono di chiudere tutto ciò che non è strategico. Il decreto non è completo. Gli operai sono in rivolta, si chiedono ‘ma noi siamo cittadini di serie B’?”.

Infine, si è lanciato in una previsione spaventosamente allarmistica, tanto per restare in linea con il canovaccio della “sicurezza” che gli ha portato tanta fortuna elettorale, annunciando una incombente carneficina nel fine settimana. “Non voglio essere un uccello del malaugurio ma segnatevelo: entro la fine di questa settimana sarà superata in Italia quota 1000 morti. Stiamo parlando di una tragedia”.

Peccato che il nefasto presentimento sia stato anticipato dalla realtà dei fatti con il comunicato della Protezione civile, diramato poco dopo l’esternazione, il quale rendeva noto che il numero dei morti aveva già ampiamente superato quota mille a metà giornata.

Stessa musica, stessi toni forti da parte della più compassata Giorgia Meloni che, pur mantenendo un aplomb più moderato rispetto al Capitano, non ha rinunciato a far mancare le sue stoccate ricordando a tutti di essere diventata una interlocutrice imprescindibile dato il consenso attribuitole dai sondaggi.

Il premier Conte – ha scritto sulla sua pagina Fb – è comparso in tv ad annunciare un provvedimento sensazionale con la ‘chiusura di tutte le attività’ tranne quelle essenziali e di produzione industriale: per questo ho fatto i complimenti al governo. Peccato che leggendo il decreto la verità è molto diversa: resta (quasi) tutto aperto”.

Di fatto si tratta solo di una modesta estensione del decreto approvato due giorni fa – ha proseguito – forse non c’era bisogno di andare in televisione ad annunciare novità epocali: in questo modo si rischia di creare solo ulteriore caos e sconcerto tra gli italiani. Sono ore difficili, ribadiamo la nostra volontà di collaborare ma chiediamo al governo più serietà e meno smania mediatica”.

La stessa smania che coltiva lei stessa, insieme a tutto il circo che ruota intorno al populismo dominante della politica nostrana, capace di trasformare tutto in commedia incurante del baratro su cui balla il Paese.

Nel frattempo meglio restare chiusi in casa, il brutto momento prima o poi passerà e toccherà farsi trovare pronti per ricominciare, sperando di averne ancora le forze.

1 Comment

  1. Cornelia serra ha detto:

    Si commenta da solo….parla da sinistra…mancano slogan, bandiere arcobaleno, sardine e compagnia bella. Se ci aggiungessimo un bel:” O bella ciao” cantata dai balconi sarebbe perfetto.

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