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Ma perchè De Luca guarda la pagliuzza negli occhi e non la trave nell’ano? E’ solo propaganda populista?

Siamo veramente un Paese strano, con personaggi bizzarri, quando non disonesti, furbetti del quartierino, arrampicatori sociali, politicanti da strapazzo che predicano bene e razzolano male fra una fritturina e un virus. La situazione giorno dopo giorno degenera sempre più, e degenera puntualmente alle 18 circa del pomeriggio quando il becchino con maglioncino d’ordinanza della Protezione Civile, invece di proteggerci se ne va in televisione a fare il maxi necrologio quotidiano, con quella faccia da finto cane bastonato e a seguire la sua lista a lutto. Tutta una serie di interventi deliranti di politici, pseudo opinionisti, virologhi e affini, uno dei quali, il presidente della Regione Campania, De Luca, che con i suoi soliti modi simpatici come una supposta di glicerina, catechizza i suoi correggionali intimandogli di starsene tutti a pascolare a casa come pecore, se non volessero finire grigliati dal suo lanciafiamme. Sarà pure vero che dalle luci di Salerno, ai fondi delle Universiadi elargiti graziosamente per arredare lo stadio San Paolo a De Laurentiis, De Luca ha saputo consolidare il suo elettorato fino a quasi fine mandato, però adesso non ci gonfiuasse le gonadi indugiando in questa caricattura di sceriffo salernitano, delirando di esercito, lanciafiamme, napalm e stronzate varie, perchè quello che stiamo vivendo non è “Platoon”, il mitico film di Oliver Stone sulla guerra in Vietnam, ma semplicemente la realtà di 60 milioni di persone chiuse in casa, per lo più obbedienti alle regole di chi millanta di proteggerle dal Covid-19, virus particolarmente aggressivo, per quanto non del tutto mortale. Già è difficile stare tutto giorno a vagare come delle pecore belanti per casa, come se non bastasse pure lo schiattamorto delle 18 a reti unificate, il fatto che dobbiamo sorbirci pure quel furbastro di Salvini, separatista di concetto, improvvisamente trasformatosi più nazionalista dei vecchi fascisti in marcia su Roma, che avvolto nel selfie tricolore social si dimentica di essere europarlamentare da 15 anni, oppure ascoltare i grevi strali di De Luca che non perde occasione per catechizzare il Governo, a suo dire troppo moderato nei decreti, invece di usare l’esercito e i lanciafiamme sui laureandi, sui clochard, e su quattro beoti che vagano per qualche minuto in più per strada. Poi se a questo dobbiamo pure aggiungerci i milioni di fake social, l’amico informato, il medico di turno, Striscia la Notizia, talvolta la D’Urso, gli Amici della De Filippi, la voce starnazzante della Cuccarini gallina vecchia che fa buon brodo e la sua statua greca, significa veramente che al peggio non c’è mai fine. Praticamente agli arresti domiciliari forzati e tutte le complicazioni del caso, dobbiamo sentirci pure in colpa per comprare qualche pacchetto di sigarette, magari di far cagare il cane, comprare un pezzo di pane, o farsi una mezza corsetta dal portone di casa fino al supermercato, con tdi anto mascherina e guanti che fanno più danni che se non le indossassimo. Per non dire se dovessimo imbatterci nel solerte poliziotto o vigilotto che vuole sapere da noi vita morte e miracoli, dove andiamo, cosa compriamo, se quello che compriamo è necessario o meno, eccetera eccetera, rigorosamente autocertificati, altrimenti la reclusione si allunga a 12 anni. Ma va bene, queste sono le regole, e in questa emergenza, che sia giustificata o meno, data l’eccezionalità bisogna pur sottostare. Ma se da domani dovessino imbatterci pure in qualche fanatico in tuta mimetica con il lanciafiamme e il generale De Luca-Custer ad ordinare le esecuzioni, permetteteci di dire che è veramente troppo. Non si capisce se tutto questo fosse un incubo o un cinepanettone, ma molto più probabilmente trattasi di straordinaria follia del momento, dove lo sclero di chiunque è il minimo che possa capitarci. Però, con santa pazienza, sessanta milioni circa di italiani e fra un po in tutto il mondo, noi tutti ormai estenuati dai media, ci siamo finalmente convinti che la reclusione è il miglior metodo per sconfiggere questo virus, che peraltro non dovrebe essere poi tanto diverso dai suoi cugini, quelli che da secoli sistematicamente colpiscono il genere umano. Ma chissà perchè nel terzo millennio, improvvisamente, il genere umanoo, nell’esoterico suggestivo anno 20-20 ha deciso di non accettare più le malattie e la morte, quantunque indifferentemente ci si continuasse ad ammalarsi e morire regolarmente con malattie ben più gravi, quando non per tsunami, terremoti, fame nel mondo ed altre calamità naturali e innaturali, non ultime le guerre sempre in atto in qualche angolo remoto della terra. Sembra quasi che si accetta di morire di tutto, persino di Mafia e Camorra , ammalarsi delle peggiori malattie, Aids, Sla, Cancro, ma non di Covid-19, ormai è il virus è diventato un’ossessione inaccettabile, quasi una questione personale fra virologhi, infettivologhi e quant’altri a giocare ad io ti salverò. Ma fosse vero, ne saremmo tutti più sollevati, invece di gettare nella cacca mesi della nostra vita a non fare un cazzo, mentre invece si continua a cazzeggiare fra il decreto e mille altre proposte e integrazioni al decreto già restirittivo da parte dei piccoli governatori delle regioni, uno fra questi lo sceriffo de noantri, Vincenzo De Luca da Salerno, che invece di sputare fuoco sulla pagliuzza negli occhi, farebbe meglio ad accorgersi della trave nel culo, soprattutto il suo, vista l’età e le maggiori probabilità di rischio, anche se possiamo capire che a fine mandato come Governatore debba giocarsi tutte le carte per incidere in cabina elettorale. No, perchè fa veramente impressione sentirlo ogni giorno sparare fuoco e fiamme contro i trasgressori che poi si riducono a poche unità di ignoranti che vagano più del dovuto per strada, quando invece ci sono le solite centinaia di clochard che per strada ci dormono, ma quelli sono invisibili, una rogna che nessuno si prende, forse perchè poi bisognerebbe accollarsi la spesa di dargli una dimora, e allora viene più facile prendersela con i laureandi che vorrebbero non vedersi sminuiti anni di studi, piuttosto che con fumatori e quei rompicoglioni dei tabaccai sempre aperti fino a notte. Intanto lotto, superenalotto, sisalpay, postpay, bolli e quant’altro continuano imperterriti, del resto lo Stato in qualche modo dovrà pure recuperare un po di tasse da questi perdigiorno in giro per le ciità. Peccato però che De Luca non abbia invece colto l’occasione per moderare il suo lessico ed essere più comprensivo esattamente come lo sono milioni di pazienti cittadini in quasi quarantena, quando invece lui e tutte le altre istituzioni, si dovrebbero solo cospargere il capo di cenere per i danni fatti alla sanità, per i tagli alla ricerca, per sbloccare il turn over, per decine di ospedali chiusi che adesso sarebbero tornati comodi per affrontare l’emergenza. Invece dobbiamo evitare a tutti i costi il virus, altrimenti non troveremo posto in ospedale, che già normalmente non troveremmo, figuriamoci in tempi di pandemia. Ma la trave nel culo di cui De Luca fa finta di non accorgersi è quella che a Napoli si sono chiusi decine di ospedali, e per costruire l’Ospedale del Mare ci sono voluti dieci anni, inaugurandolo con tagli di nastro in pompa-magnamagna, festini, ricchi premi e cotillon e in Cina non solo non chiudono gli ospedali, ma addirittura nella città epicentro ne costruiscono due nel giro di poche settimane, mentre De Luca si mette a giocare ai soldatini. Criminalizza pochi vagabondi e non si accorge che dal nord sbarcano treni di contagiati di ritorno, che calciatori in quarantena prendono aerei in tutta tranquillità ed allora contro questi che ci vorrebbe la bomba atomica? Ormai in Lombardia più che zona rossa è diventata tutta nera, ciononostante si continua a lavorare in fabbrica in centinaia di persone che ancor prima di lavorare si accalcano in treni, metropolitane, mense, distribuire ai supermercati beni di necessità per tutti noi, ma soprattutto per consentire un minimo di economia ad un Paese già fermo di suo. Quindi, che De Luca la sera prima di fare pipì e andasse a letto, si facesse una bella tisana allo zenzero e se ne stia tranquillo e asciutto, che ci sta un decreto del Governo centrale a cui doversi attenere, lui compreso, invece di fare ammuina e fare il galletto sulla munnezza che continua ad ammantare le strade di Napoli. Si ricordi: non la pagliuzza negli occhi, ma la trave nel suo culo raggrinzito e quello di tutti noi ormai diventato più rotondo, in questi giorni di ozio forzato. La trave, la trave, la trave…..

di Pippo Trio

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