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Tutte le donazioni sono ben accette, quelle fatte in maniera anonima ancor di più!

Non vi è alcun dubbio in questo momento di grande difficoltà del Paese e della sanità in ginocchio che le donazioni giocano un ruolo importante grazie al contributo di solidarietà e denaro a favore delle strutture sanitarie per dotarle di maggiori mezzi affinchè poter curare i contagiati. ”Pecunia non olet” come insegna la locuzione latina, che tradotta in italiano contemporaneo significa che “i soldi non puzzano” (mai), qualsiasi sia la provenienza, soprattutto quando servono per emergenza di qualsivoglia natura. Ciononostante i soldi spesso puzzano eccome, perché il più delle volte sono soldi sporchi del malaffare, riciclati e poi ripuliti, ancor più spesso sono eccessive tasse che costano sangue e sudore della gente, ma vogliamo chiedere che esistono anche soldi puliti, provenienti dalla laboriosità e dall’ingegno umano, perché la medaglia presenta sempre due facce. Adesso in questa nefasta pagina della nostra vita ai tempi del Coronavirus e di tutte le complicanze che comporta, ben vengano donazioni e solidarietà, da qualsiasi parte arrivino, non è tanto il caso di dover polemizzare anche su aspetti filantropici, ma preferiremmo pure che le donazioni di chicchessia avvenissero in forma del tutto privata, anonima, disinteressata o meglio interessata solo a far del bene per la collettività, sarebbero sicuramente più autentiche. Al contrario se le donazioni fossero fatte soprattutto per farsi pubblicità diversificata che in questi casi regala grande popolarità oltre a quella già acquisita forse con costi addirittura irrisori nel rapporto di pubblicità a pagamento o a quella ricevuta in cambio di un gesto di grande solidarietà, significa che le donazioni in questo caso diventano nuove opportunità da sfruttare da personaggi già ricchi noti e potenti, senza escludere i vantaggi fiscali che queste forme d’operazioni finanziarie garantiscono. Probabilmente per tanti stiamo cercando il pelo nell’uovo in questi momenti in cui serve l’aiuto di tutti, però che la famiglia Agnelli, piuttosto che Armani, Berlusconi, il singolo calciatore o l’influencer più attivo pubblicizzino le loro iniziative solidali a favore della lotta al Coronavirus ancor prima di concretizzare questi aiuti, non le apprezziamo poi più di tanto nonostante ben accette, per il discorso che i soldi non puzzano mai. I 10 milioni di Agnelli, di Berlusconi e via via tutti gli altri, sono il minimo da parte di chi ha goduto di grandi agevolazioni statali e da altro. 10 milioni di un magnate proporzionalmente equivalgono ai 10 euro che un impiegato, operaio medio elargisce ai numerosissimi telethon di ogni malattia e ricerca. Eppure chi dona in proporzione alle sue possibilità non ne riceve pubblicità di ritorno, agevolazioni fiscali e altro tipo di vantaggi se non quello di contribuire in modo autentico al bene collettivo, con il cuore, con generosità e la propria bontà d’animo a favore dei più sfortunati. Ecco, a noi piacciono questo tipo di donatori immensamente più credibili, che hanno tutta la nostra riconoscenza, dopodiché gli aiuti e corposi arrivassero anche dai narcos, sarebbero ben accetti lo stesso, perché la possibilità di salvare quante più vite umane è la priorità assoluta, figuriamoci a maggior ragione se queste donazioni arrivassero da magnati, attori, star della musica, calciatori o presidenti di club, chi se ne fregherebbe dei loro vantaggi opportunistici, ma resta sempre il fatto che donare in modo anonimo e sinonimo di generosità autentica e farlo in maniera pubblica non lo è quasi per niente. Ma questa è solo la nostra opinione, l’importante adesso è che tutto si risolva il prima possibile per cui vale la massima che “il denaro non puzza mai“, nonostante il suo fetore.
di Pippo Trio

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