La tirannia di Internet, società senza più maestri: il valore della competenza
Aprile 7, 2020
Nuovo viceré della Campania: il covid 19 incorona Vincenzo De Luca
Aprile 9, 2020

Questo coprifuoco è illeggittimo senza aiuti economici che lo giustifichino, in mancanza dei quali, chi vuole, ha tutto il diritto di tornare libero

Secondo il vocabolario Treccani il Coprifuoco è un divieto straordinario di uscire durante le ore serali e notturne imposto dall’autorità per motivi di ordine pubblico, in situazioni di emergenza. La parola stessa per definizione, significa ” coprire il fuoco” che nel medio evo significava che nelle ore notturne bisognava coprire con la cenere i fuochi per evitare che con il sonno si potessero propagare incendi involontari. Anche in guerra, il coprifuoco veniva adottato solo nelle ore notturne per evitare l’esposizione agli attacchi nemici o per qualche altra esigenza di vitale importanza, ma comunque anche in dittatura trattava di un provvedimento sempre limitato nella durata. Oggi, in tempi di pandemia, i governi hanno utilizzato e abusato del divieto di emergenza del coprifuoco imponendolo per mesi, condizionati da una comunicazione, non si capisce se volutamente terrorizzante o meno, che ha fondato sulla legittima e istintiva paura della gente, istigata da questo tipo di informazione che ha più a che fare con ua sorta di lavaggio del cervello che non per puro scopo informativo, viste le opinioni e i dati contrastanti che non garantiscono l’attendibilità delle notizie divulgate, perché un’informazione che non ammette ignoranza ha il dovere primario di essere certa, corretta e inconfutabile, non quando incoerente e poco dimostrabile. Possiamo anche capire che nel terzo millennio si tenga più che in passato ad ogni singola vita umana e che si possa far di tutto per salvare anche solo una vita avendone la possibilità, è un nobilissimo concetto che possiamo solo condividere ed è per questo che di buon grado ognuno di noi ha accettato le dure restrizioni sulla circolazione, nel rispetto della nostra salute e quella del prossimo, e non ci è restato altro che fidarsi degli esperti scientifici e dai governi responsabili di gestire una pandemia di tale portata che chiaramente in prima analisi va combattuta innanzitutto con il provvedimento di quarantena, o persino dall’isolamento totale o parziale delle popolazioni. Tuttavia, come dice la parola stessa, per “quarantena” si intende un periodo di tempo che dura 40 giorni, giusto il tempo che Il decorso della malattia fra incubazione e sviluppo possa esaurirsi. Ora, in questi tempi in cui si enfatizza tutto grazie ad una comunicazione in tempo reale, così dilatata dalle nuove tecnologie, l’impatto mediatico dell’evento è stato enorme e ha condizionato tutti, dai governi ai cittadini, e termini come “coprifuoco” e “quarantena” si sono utilizzati in modo esagerato che ha prodotto una cassa di risonanza destabilizzante che i mezzi di comunicazione di massa hanno veicolato nell’immaginazione collettiva, in passato per situazioni simili e anche più gravi non era mai successo e invece stavolta dai primi contagiati in Cina è subito partita una campagna stampa eccessivamente allarmante pur non essendoci da subito i presupposti che la giustificassero. La quarantena, nei termini di 40 giorni di isolamento è sicuramente giusta, ma andrebbe gestita in modo totale senza alcun tipo di trasgressione che non sia il completo isolamento di ciò che si ritiene un pericolo per la collettività. Tutto questo non è stato fatto come si deve, ma si è imposta una quarantena più lunga, parziale e disordinata rispetto a quel rigoroso concetto che s’intende che il significato stesso della parola , imporrebbe. A tutte queste mancanze organizzative affinchè si adottasse una quarantena corretta, sono seguite una serie di restrizioni confuse, seppure non imposte a chiunque e paradossalmente chi ha dovuto lavorare in periodo di quarantena dovrebbe ricevere oltre allo stipendio un’indennità extra per i grandi rischi corsi, ma questo è un altro discorso. Ma ciò che si sostiene è che questi tipi di restrizioni severe ma disordinate non garantiscono l’efficacia scientifica che al contrario una corretta quarantena garantirebbe. Quindi, chiudere senza veramente chiudere, perché bisogna garantire l’accesso ai beni di prima necessità alla gente bloccata nelle proprie case, non ha alcun senso, perché ogni nucleo familiare si dovrà per forza esporre ogni giorno al contagio per approvvigionarsi di ciò che sia utile e necessario per la sussistenza,vanificando quasi deltutto gli effetti positivi della quarantena. Tutto sbagliato, perchè questo tipo di quarantena alle vongole non fa altro che aumentare il contagio decupliucandolo di giorno in giorno nel chiuso degli ambienti in cui ci hanno costretti senza poter in alcun modo, tranne che in casi e eccezionali, monitorare ed isolare correttamente i contagiati che inevitabilmente finiranno per contagiare ancora in modo incontrollato e così non si metteràmai la parola fine alle restrizioni e in ogni caso non garantire mai di poterne uscire,così come dimostrano ancora i numeri. Non sarà un caso che il Coronavirus da epidemia è diventata pandemia da quando si sono adottate restrizioni di clausura, ci sono p’aesi tipo Taiwan che senza particolari restrizioni o quanto meno non scorrette, pur essendo vicini alla Cina, primo paese che ha contratto il virus, non ha quasi contagiati e i morti si contano suo palmo delle mani. Per non provocare quelle correnti di pensiero assai suscettibili sull’argomento, anche perchè non è assolutamente la sterile la isterica polemica ad interessarci, e poi anche perchè non è che noi sosteniamo che non ci dovrebbe essere quarantena, certo che sì, ma che si sarebbe dovuta imporre in modo totale e corretto nell’accezione del termine per un periodo più breve, quindi i quaranta giorni di isolamento totale e soprattutto solo per i contagiati. Ma per fare questo, ci sarebbe voluta una copertura totale dei controlli,dei tamponi, che oggettivamente per mancanze di mezzi sarebbe stato impossibile monitorare e allora vada pure per la quarantena globale,ma perlomeno fornendo a tutti guanti e mascherine, prima di ritenerle obbligatorie. Diversamente non si può pensare di limitare la libertà, la circolazione e il lavoro di miliardi di persone senza poter garantire a tutti gli accessori di prevenzioneobbligatoria come disinfettanti, guanti e mascheirne, e poi di fornire l’economia necessaria a copertura questi mesi di forzata clausura. Nessun governo può imporre questo senza garantire ai cittadini mezzi e aiuti economici affinchè poter tutti sopportare questi divieti di emergenza fin troppo eccezionali, anche perché questi divieti sono scaturiti in primis dall’ insufficienza degli Stati a garantire la copertura sanitaria ai propri cittadini,quindi deve ritenersi responsabile lo stato, non il cittadino qualora trasgredisse in qualche periodo di tempo laquarantena,e deve essere ato per scontato che di ciò deve farsene carico uno Stato non di certo un cittadino. In un ideale stato civile che abbia una costituzione democratica, garantistista e di protezione, bisognerebbe innanzitutto garantire il lavoro, la casa, l’istruzione e la sanità per tutti, questo come principio base, ma se per motivi complessi di natura politica, economica e di convivenza globale tutto questo non è realizzabile al 100% non significa che poi a pagare esclusivamente debba essere l’anello più debole delle comunità, quindi i popoli, ma dovrebbero essere i governi a dover quantomeno rimediare alle proprie insufficienze con politiche emergenziali di protezione a garantire il minimo di sussistenza a tutti, altrimenti queste eccezionali restrizioni, divieti e quant’altro non sono affatto legittime perchè nel terzo millennio non è assolutamente concepibile che possa esserci un potere totalitario che possa limitare la libertà, che è un diritto inalienabile per antonomasia. Noi, in Italia siamo sempre bravi a fare retorico patriottismo scagliandoci verso altre realtà a noi diverse , però ad oggi siamo il Paese che ha adottato più restrizioni, quindi limitato la libertà dei propri cittadini fino all’isterismo di qualche governatore fra i numerosi che abbiamo, ma per contro, e a dimostraree il contrario di quanto dicano le restrizioni prese, siamo fra i paesi che hanno prodotto più contagiati e morti di Coronavirus, soprattutto per carenze sanitarie e di efficienti strategie organizzative, perchè una cosa è alquanto provata, questa strategia conservativa della clausura checchè se ne dica non è risultata vincente stando ai numeri attuali, perchè dopo un mese e mezzo di restrizioni tutte diverse fra loro da regione e regione, non hanno portato alla sconfitta del virus, ma solo una serie di teorie diverse e confuse sui rimedi. Inoltre, come già si profila per il futuro si prospettano altri mesi di chiusura e di grandi cambiamenti negli stili di vita. Ciononostante, si continua a non garantire alla gente la sussistenza sanitaria e neanche economica per tutto quello che le restrizioni odierne e quelle future comporterebbero. Che fine farà il turismo di massa a cui il nostro paese ha sempre fondato? Che fine faranno tutti quegli eventi ludici di grande aggregazione, con le nuove regole? E i mezzi di trasporto, gia da sempre insufficienti, come faranno a garantire il trasporto dovendo limitare l’accesso quotidiano agli utenti? Bar, ristoranti, locali di ogni genere su quali numeri di clienti potranno contare affinchè svolgere al meglio i propri servizi? Potremmo andare avanti in eterno, ma potete tranquillamente immaginarvelo. Per non dire di come si potrà garantire il rispetto delle regole in generale che già a regime normale non si era mai garantito? E gli ospedali? se già prima erano al collasso, come si farà in futuro a contenere gli utenti e garantirgli i servizi sanitari nei modi e nei tempi giusti? Quindi hanno voglia di riprogettare teoricamente i nuovi stili di vita, cambiando qualsiasi regola senza fornire le garanzie necessarie, alla fine ci si scontrerà con realtà ancora più dure di quelle che il virus non abbia prodotto fin d’ora . Oggi, dopo un mese e più di imposizioni restrittive nessuno ancora ha ricevuto il benché aiuto economico, ammesso che quelli teoricamente previsti fossero soddisfacenti, e comunque questi teorici aiuti sulla carta, non saranno previsti per tutti, perchè qui si sono permessi dei negare persino i bonus spesa a 25 euro, e quindi per accedere ad ogni eventuale aiuto si dovranno compilare dei moduli e giustificarne il diritto, come se ci fossero diritti diversi fra tutti quelli che comunque sono chiusi in casa senza possibilità alcuna di circolare e lavorare liberamente al di là del reddito di ognuno . Non è possibile alienare la libertà di qualsiasi individuo con queste restrizioni unilaterali e poi non risarcire tutti, perche il valore della libertà è uguale per chiunque e bisognerebbe risarcire con atti diretti senza bisogno di farne graduatorie di merito. Certo, per quelle aziende che rivendicano i loro fatturati o mancati, certe cifre dovranno anche dimostrare il diritto di esserle in parte risarcite, o aiutare queste aziende proporzionalmente ai danni ricevuti come il dover pagare fitti inutili datà l’mmobilità, tasse e ratei eccessivi per le utenze, quindi un indennizzo per il rispetto delle restrizioni dovrebbe essergli concesso per legge come un indennizzo da quantificare per la necessaria sussistenza va concesso di diritto a tutti i nuclei familiari, in modo diretto, senza bisogno di intasare la macchina burocratica che poi dovrà avere il tempo necessario a valutare gli aventi diritto o meno e con tutte le complicanze e i ritardi del caso, prima di poterne usufruire. Ripetiamo, questi indennizzi vanno dati a tutti, ora che si chiamino redditi di cittadinanza, universali o altro la sostanza non cambia, altrimenti non si ha alcun diritto di sanzionare multe o addirittura minacciare il carcere a chi non si attiene alle restrizioni, perchè le restrizioni soprattutto quelle anticostituzionali, per essere accettate bisogna che garantiscano la sopravvivenza e i diritti basilari, altrimenti non si ha il diritto di imporle. In Italia sono previsti prestiti per le aziende che ne hanno i requisiti da un minimo di 25mila euro in su che comunque andranno restituiti anche se a tassi di interessi minìimi, mentre in altri paesi, tipo l’Inghilterra e la Germania, elargiscono in modo forfettario, una tantum, quote di denaro a fondo perduto, nella somma in proporzione ai vari studi di settore per tutte leaziende e le partite Iva, quindi regime di cassa integrazione per ogni dipendente ed esenzione delle tasse per sei mesi, non lo slittamento che si userà nel nostro paese. Quindi, in Italia se vogliamo stare al passo con i paesi più civili in Europa e nel mondo è questo che dobbiamo garantire in momenti di emergenza, altrimenti sarà anche inutile e patetico ritenersi i migliori, chiedere aiuti europei se poi quando pure arrivano le risorse serviranno ad arricchire i soliti noti in modo fraudolento e indebitare la nazione sempre più senza per niente garantire i diritti dei cittadini. Purtroppo ci spettano ancora mesi difficili ma se l’Italia non rimedierà con regole certe garantendo tutti in questa emergenza, non ha nemmeno il diritto di alienare la libertà dei cittadini,figuriamoci sanzionarli, diversamente ci si ritroverà inevitabilmente la gente per strada che chiederà legittimamente, e chissà a quale prezzo, il rispetto e la dignità umana ai propri governi statali e regionali.
di Pippo Trio

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *