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De Luca, fa il federalista con i soldi di Roma

di Pippo Trio

Due mesi di convivenza con il Coronavirus più le frequentissime esternazioni di De Luca, sono oggettivamente una punizione troppo dura per chiunque, tranne per i suoi follower, accoliti, grupies e leccaculo vari, ma se ci fosse una cosa buona che ci ha insegnato il lockdown, è la pazienza, e noi tutti ne abbiamo dovuta avere in dosi massicce nella nuova federazione campana. Si, avete capito bene, ormai la Campania grazie al paladino De Luca si è completamente separata dall’Italia tranne quando chiede i soldi a Roma per rimediare ai danni fatti nella sanità regionale. È ufficiale, la Campania è diventata una Regione-Stato che si fa i decreti da sola, chiude i confini, detta le regole a tutti, persino al capo dello Stato. partorisce ordinanzes in fotocopia a quelle del governo, con qualche restrizione più severa per dimostrarsi più efficiente. Conferenze stampa giornaliere del Goverantore, esattamente come quelle in cui la protezione civile da i numeri, e De Luca da di matto.

Insomma un bel teatrino quotidiano quello a Palazzo Santa Lucia, che ci saremmo volentieri risparmiati, come se non bastassero quelli di Salvini, Meloni, Porro, la D’Urso e compagnia bella, ma evidentemente non abbiamo fatto i conti con questo montanaro, arzillo ultra settantenne salernitano, che ne ha sempre per tutti e che non ci sta affatto a mollare la poltrona a rotelle regionale nelle prossime elezioni. La strategia elettorale di Rambo De Luca è molto sempliciotta nella sua ruspante dittatura populista, cavalcando con grande energia il ruolo del burbero pater familias con tutti i suoi figli campani, ottenendo facili consensi grazie a questa gestione decisionista sul lockdown, quella di cui gli orfanelli campani avevano bisogno e di cui lui è fervido assertore e severo guardiano, pena la fucilata, pardon, volevamo dire la sculacciata a quei monelli scugnizzi napoletani qualora trasgredissero le sue precise ordinanze, incontrando la simpatia dei suoi masochisti fans che evidentemente devono godere tantissimo a farsi sculacciare da questo vecchio signore di campagna. Peccato però che De Luca non si prenda lui stesso a fucilate, visto che è corresponsabile della chiusura di una decina di ospedali napoletani che adesso sarebbero tornati utili perlomeno per mettere in quarantena sicura i tantissimi contagiati asintomatici che si nascondono fra un supermercato e l’altro, fra un’autocertificazione farlocca e una mascherina fetida. Ma ironie a parte, De Luca veramente si è dimostrato ogni giorno di questa lunga quarantena sempre più attivo… a Napoli si dice,”nu pacchero po fa parlà e ciento p’o fa sta zitt”, e ormai sono diventate virali le sue comiche inveterate su Youtube, sui social e nelle varie telecafone. Almeno fino alle prossime elezioni che dovevano essere imminenti dobbiamo ancora sopportarcelo, poi saranno suoi problemi, a corona fermo, far digerire la svolta federalista agli stati generali dei Ds, si perchè praticamente De Luca cavalcando da par suo il momento ha scoperto tanta voglia di federalismo fra i campani, che sopratutto dalle sue parti lo vedono come il Boss-i dell’agro nocerino sarnese, con tanto di ampollina della putrida acqua del Sarno, che idelmente agita come vetriolo in segno di minaccia ai nordisti. Già, perchè ora non è più la Lega nord a professare il federalismo, nella pianura padana hanno dimenticato I propositi di secessione del primo Bossi, il senatur, quelli moderatamente federalisti di capa di bomba Maroni e quelli più pagnottisti di Salvini. Ma ora sorpresa delle sorpreseecco che la svolta federalista tocca alla Campania che fa rima con padania, anche se non c’èntra una mazza come In tutte le rime baciate. Tuttaviacon De Luca boss delle cerimonie, il governo italiano non fa più testo, contano solo i decreti di De Luca, i suoi confini ben delineati e presidiati dall’esercito, affinchè nessuno straniero possa varcare il Garigliano. Praticamente piemontesi veneti e lombardi, Ischia potranno vederla solo con google maps, salvo poi scoprire che questo fiero federalismo, si fonda sui soldi di Roma perchè, finite le valanghe di ordinanze territoriali, per la fase 2, il boss De Luca va a piangere da Conte per ottenere i fondi di Roma ladrona, burlona e caciarona, ma bisogna a tutti i costi ripartire e farlo prima di altri perché lo sceriffo vuole stravincere sia il torneo di clausura che di apertura visto che si è già autoproclamato vincitore della sua macabra sfida con il nord a chi è stato più bravo a fare meno morti e contagi. Peccato però che sia al nord che al centro e al sud ci siano almeno dieci regioni regioni che hanno fatto ancor meno contagi e morti sia della Lombradia che di Napoli eppure chi governa quelle regioni, non solo non si ascrive meschinamente il merito di essere stati risparmiati dal virus facendosi becera propaganda, ma nemmeno blaterano di chiudere confini e frontiere agli untori lombardi. Ma purtroppo da queste parti sono ancora fresche le ferite patite su tutti gli stadi italiani che inneggiavano al colera, al Vesuvio, al sapone e a tutti coloro che soffrono di questo atavico vittimismo indotto da qualche centinaio di imbecilli da stadio, o da qualche giornalista rancoroso o complessato verso il sud, e a tutti i soliti piagnoni non è sembrato vero che finalmente un uomo delle istituzioni campane rendesse pan per focaccia a queri merdosi padani, guadagnando punti su punti percentuali in vista delle prossime elezioni. Per cui vota e fai votare il paladino della Campania, quel ruvido montanaro di Vincenzo De Luca, alias lo Sceriffo delle fritturine, l’Angelo Manna del tormentone napoletano e sempre sia lodato!

1 Comment

  1. Luigi ha detto:

    Be il mio e un commento da vittima ,pultroppo, di un sistema marcio che si ripete, da parte di chi ci governa , noi del popolo non sappiamo chi e la parte sana del paese , io sono da parte dei padri di famiglia che vivono nel,ombra e che ogni giorno cercano di portare avanti la famiglia lavorando in nero e che lo stato sa bene che noi esistiamo,ma se ne frega tanto siamo noi che a fine mese dobbiamo pagare l’affitto bollette e far mangiare le nostre famiglie , tanto a i politici non interessa se siamo presi dalla disperazione che non sappiamo d’avvero come fare ,loro a fine mese i loro stipendi e vitalizi ,se li prendono .comunque , la verità è che ci vorrebbe la livolta e ottenere la giustizia che meritiamo ,ma e retorica una sola noce ne sacco non fa rumore ,x chi legge questo commento è si vuole unire ,inziomo veramente a fare una rivolta x i diritti di tutti , e rifare un governo che cura le persone come noi del popolo che soffere grazie alle istituzioni che ci dovrebbero governare , se no iniziamo continueremo a soffrire noi e i nostri figli e nipoti e pronnipoti ,se no cabia il maestro la musica è sempre la stessa non ci rimane altro che restare nel ombra spero che uniamo un pensiero comune e ci eibbelliamo già a tutti

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