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“Macchia di cielo”, la poesia scolpita di Silvana Pierini

L’ultimo libro di poesie di Silvana Pierini, una donna forte, coraggiosa. Uno sguardo sul mondo, delicatezze. Delicatezze che hanno da fare con tutto ciò che attraversa la vita.

di Pasquale D’Alessio

Melanconie. Nostalgie, disagio. E serenità che trovano verbo in “Dicembre si scioglie fresco / in bocca / il respiro apre le ali”. Per poi ascoltare “Nel silenzio / appostato / a sorprendere l’ombra, / nella fatica dei giorni asciutti”.

Forte e coraggiosa, guardandolo e sapendolo guardare il mondo che le vive intorno: “Una rondine / sfiletta l’azzurro”. Ed è sempre il volo della rondine “Che scombina l’azzurro /avvista il mare / sfiora la terra”. Ed è ancora, sempre lì, il volo della rondine “Lasci uno scarabocchio sgangherato / la fine del giorno / lo scrivi / con la punta delle ali”.

Fili d’erba che attraversano e caratterizzano il verso. Come il sole al tramonto “Come un cero / splende / fra le trame degli alberi / si appoggia sul tetto di una casa / incappucciata / dai fili della luce”.

Cammina, passeggia la poesia. Accompagna: “Gli alberi che camminano / verso l’autunno / si lasciano spogliare / le foglie cadono / senza far rumore / senza lasciare testamento /senza sepoltura / senza una preghiera”.

La parola che sa accompagnare, cerca di capire, cerca una intesa con un possibile mistero che il passo della poesia mai nasconde. È lì, la parola della poetessa, che continuamente affronta il presente nel verso, lo affronta con la sapienza di voler sfuggire ad un possibile nulla.

Porta uomini coraggiosi fra le parole, li racconta con la leggerezza che deve avere il coraggio, così a Valter il partigiano: “Quando ti guardo /la tenerezza / come un filo di seta / mi avvolge la bellezza/ della pietra nuda / lo stupore dei bambini / […] per ornare / un castello di sabbia / in riva al mare”

Sospira e sostiene il cammino la poesia di Silvana Pierini in questo suo nuovo libro che porta come titolo “Macchia di cielo” – Collana Trasversalia – Edizioni Divinafollia, 2019.

Sospira e va incontro ad un possibile sostentamento la poesia: Questo tempo / è un cerotto di stelle / sulle ferite. Ed anche Le onde / ritte sulle braccia / simmergono / nella riva / come orli scuciti / del vestito / del mare.

“Macchia di cielo”, non è solo una raccolta di poesie. E’ un lungo poema.

E’ un romanzo poetico. Racconta del giorno per giorno. Del sole, dell’erba, degli rami e dei tronchi, del fiume e del mare, della foglia e delle foglie, di stelle e di cielo, dell’ombra, e di mollette.

E su tutto, su tutti il respiro, mai affannoso, mai risentito, mai che mai rancoroso: solo Poesia.

Solo chi sa scartare la realtà, il vero, ciò che è per andare oltre. Non è forse questa la poesia? Non è forse questa la “condanna” dell’arte?

Questo libro è da tenere sul comodino. Da portare per passeggiate e cammini. E fermarlo, ogni tanto, fra le mani. Fra gli occhi.

Forte, coraggiosa e fiera, Silvana Pierini. Come le sue parole. Fiera della parola che mettendo polpastrelli allo sguardo sa come grattarla, come accarezzarla: la parola.

Richiamando qui, una citazione di Borges: “Tutto quello che scrivo, anche quando non sembri, è una citazione della vita. Quanto alla poesia, ce n’è di più in ciò che non dichiara”, ed è anche questa la poesia di Silvana: ti lascia vedere, intravedere ancora tanto quando sembra che il verso sia terminato.

Anche quest’onda  accompagna il destino della poesia.

Più di cento poesie. Senza titolo, solo numerate. Numerate con i numeri romani. All’antica. Come a scolpire sul marmo. Proprio così è la poesia di Silvana Pierini: scolpita. Sul marmo. Di sicuro nel cuore di chi legge.

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