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L’INTERVISTA Conte, De Luca, Bassolino: la ‘Politica’ secondo Graziella Pagano (Iv)

Staccare la spina al governo? “Non se ne parla proprio”. In Campania appoggio incondizionato a De Luca? “Abbiamo delle proposte da sottoporgli e lui è un pragmatico riformista”. Bassolino nuovamente a Palazzo San Giacomo? “Se glielo chiedessero perché no: ma la vedo complicata”. E se la candidata fosse Graziella Pagano? “C’è sempre una stagione per tutto, oggi ho un ruolo che mi soddisfa”.

di Peppe Papa

Questo il pensiero, in estrema sintesi, dell’ex senatrice e storica dirigente della sinistra italiana, Graziella Pagano oggi coordinatrice di Italia Viva a Napoli dopo aver lasciato, non senza ‘tormento’, il Pd suo vecchio partito. Una scelta coerente con il proprio percorso politico improntato da sempre a “proiettarsi in avanti” fin dai tempi del Pci quando “convintamente ho sostenuto il cambiamento della svolta”.

Con lei abbiamo fatto una lunga chiacchierata che ha affrontato tutti i temi politici di attualità in questo momento sul tavolo. Dalle questioni nazionali che vedono il suo partito coinvolto nella maggioranza giallo-rossa, a quelle locali con le elezioni regionali alle porte e le condizioni in cui versa la città amministrata da De Magistris anch’essa sulla rampa di lancio del voto nella primavera prossima.

Ne è uscito fuori un quadro al centro del quale domina la politica, quella che purtroppo da tempo latita in questi tristi tempi di populismo imperante .

Sovraffollamento delle carceri, abolizione della prescrizione, riforma della giustizia, Ilva, Quota 100, Rdc, decreti sicurezza, Mes, regolarizzazione dei migranti, sembra essere rimasti fermi ai tempi del Papete. In Italia Viva, soprattutto tra la base, monta l’insofferenza, sono in molti a chiedere di staccare la spina al governo. Lei che ne pensa?

Assolutamente no, in questo momento non se ne parla proprio. Portiamo avanti una linea chiara, per quel che ci riguarda lavoriamo con insistenza sulle cose che riteniamo bisogna fare. Abbiamo anche punti di vista diversi con gli alleati e non nascondiamo il nostro disagio, ma la politica è una lotta fatta di equilibri e di tempi imprescindibili. Per quanto ci riguarda, stiamo conducendo una battaglia sulla burocrazia fondamentale legata al ‘Piano choc’ che abbiamo proposto già prima che scoppiasse l’emergenza sanitaria. Siamo un punto di riferimento all’interno dell’esecutivo per commercianti, imprese e ceto medio, molte delle nostre proposte sui provvedimenti economici a sostegno di famiglie e lavoro sono state recepite e inserite nel Decreto rilancio.

Che però stenta a partire, soprattutto per i veti posti dai Cinque Stelle e la remissività del Pd, preoccupato a tenerseli buoni per non sfasciare il ‘giocattolo’.

Il Partito democratico dovrebbe dare un segnale, è troppo timido, condizionato com’è dall’idea di rendere strutturale il rapporto con loro, o almeno con una parte di esso. Una prospettiva per noi decisamente impraticabile.

Come se ne esce?

Sono molto preoccupata, abbiamo la necessità di rilanciare lo sviluppo, assistere chi si è impoverito e stare fermi non giova. Ci aspettiamo che sia il premer Conte a trovare la mediazione, non possiamo condannarci all’immobilismo, ci giochiamo tutti la credibilità.

Dicono che mettere in discussione questo governo conduca dritto alle elezioni.

Non esiste non disturbare il manovratore. Non credo, eventualmente dovesse precipitare la crisi, che si vada al voto e che non ci sia un’altra soluzione. Ripeto, la politica è fatta di equilibri e ha i suoi tempi, nulla è impossibile.

Veniamo alla Campania. Lei in una precedente intervista ha definito Vincenzo De Luca un renziano.

Non è proprio così, mi spiego. Nell’intervista da lei ricordata definivo De Luca come un pragmatico e riformista, non ideologico e politico abituato a misurarsi con la realtà, in questo senso perciò renziano.

Prima che arrivasse il corona-virus, il governatore uscente non era certo della riconferma da parte del Pd e anche Italia Viva nutriva qualche perplessità. Gennaro Migliore, in sintonia con i vertici Dem, sosteneva che rappresentava un ostacolo per l’allargamento del campo al M5S.

In quel momento il centrodestra risultava vincente nei sondaggi e c’era l’esigenza di trovare un accordo con tutti, poi come sappiamo gli avvenimenti hanno cambiato il quadro e De Luca ha dimostrato, caso mai ce ne fosse stato bisogno, di essere capace di fronteggiare la situazione di emergenza. Il Pd che non era convinto si è dovuto ricredere e direttamente da Roma è arrivata l’indicazione che fosse lui il designato da sostenere.

E voi?

Abbiamo un programma e idee da proporre al confronto. Con Vincenzo ci incontreremo al più presto. Intanto siamo a buon punto con la composizione della lista che presenteremo alle regionali, i coordinatori dei comitati stanno lavorando moltissimo e saremo pronti per tempo.

Volge a termine l’era De Magistris al comune di Napoli.

Finalmente. La città ne esce devastata, è sotto gli occhi di tutti, sarà necessaria una profonda operazione di rinascita.

Serve gente capace e una guida autorevole, all’orizzonte non si intravedono personalità in grado di affrontare questa impresa.

Ci sarebbe bisogno di un comitato di salute pubblica.

Bassolino ha fatto capire che sarebbe disponibile ad affrontare l’impresa, ma solo se glielo chiedessero. Nel senso che ad avanzare la proposta fosse il Pd, anche come ammenda allo sgarbo infertogli con le primarie pezzotto della volta scorsa.

Farebbe certamente bene, Antonio ha visione ed esperienza, ma non mi sembra ci siano i presupposti, la vedo complicata. Probabilmente si punterà su una forte personalità civica.

Tocca trovarla. E se fosse Graziella Pagano il nome che non ti aspetti? (Ride di cuore)

Non scherziamo, c’è una stagione per tutto, oggi ricopro un ruolo che mi soddisfa, va bene così. Ovviamente se qualcuno me lo chiedesse ci penserei, non sono mai stata tipo da tirarmi indietro.

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