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Il mondo del calcio italiano non insista, la stagione è conclusa!

ALESSANDRIA, ITALY - AUGUST 04: Official ball of Lega Pro championship is displayed before the Coppa Italia Serie C match between Juventus U23 and Pergolettese at Giuseppe Moccagatta Stadium on August 04, 2019 in Alessandria, Italy. (Photo by Tullio Puglia - Juventus/Juventus FC via Getty Images)

La stagione calcistica è praticamente conclusa, si è perso troppo tempo, ci sono state diverse titubanze fra tutte le parti in causa, un ministro incompetente e probabilmente rancoroso nei confronti di questo sport e i suoi protagonisti. La Germania è stata unita, veloce e come da par loro sempre efficienti nella decisione di riprendere, finiranno la stagione in tempo ancora utile, ma in Italia non si può pretendere di giocare a 40 gradi ogni tre giorni per concludere a fine luglio, troppi rischi e incertezze nel protocollo. Meglio mandare in ferie i calciatori e riprendere il ritiro precampionato come al solito a luglio, così si fa in tempo anche a giocare quello che resta della Champions, dell’Europa League e semmai anche la Coppa Italia. Inutile intestardirsi a salvare l’ultimo Grande incasso che la Serie A pretende dal rispetto dei diritti tv Sky e Dazn. Si mettessero intorno ad un tavolo e trovassero un accordo economico che possa limitare i danni per tutti, magari se anche lo Stato facesse la sua parte indennizzando tutte quelle figure collaterali e tutti quei lavoratori che gravitano intorno al pianeta calcio. Quanto aI calciatori, è probabile che sono già consapevoli di dover scontate almeno un quarto dei loro ingaggi, magari ottenendo dei benefici fiscali che possano mitigare le perdite. Del resto salvo pochi settori, tutto il mondo del lavoro ha dovuto perdere una parte importante del suo fatturato con enormi difficoltà di ripresa, che ci perda anche il mondo del calcio è l’ultimo dei problemi del sistema paese. Inoltre c’è da dire che se si procede con un certo tipo di restrizioni riguardanti il distanziamento e l’obbligo delle mascherine, uno sport come il calcio che prevede il contatto fisico stretto e tutta una serie di comportamenti sarebbe veramente un controsenso fare eccezioni per un mondo come quello del pallone già visto come un settore privilegiato, un porto franco ingiustificato, quindi alla fine della fiera, permanendo tutte queste problematiche, è giusto che si ritenga conclusa la stagione, prima di illudere i protagonisti, e ancor di più, prima che investissero altre risorse economiche inutili e comunque rischiare in corso d’opera di non riuscire ugualmente a concludere la stagione. Infine il calcio a porte chiuse non ha alcuna ragione di esistere, sarebbe come dare un concerto senza pubblico, proiettati e un film con la sala vuota, recitare a teatro abbaiando alla luna, sarebbe tristissimo. La Serie A se faccia una ragione, e si decreti In proprio il game over, prima che sia un ministro incompetente a farlo e poi fosse anche per rispetto a tutto quello che è successo. Non è il fermo temporaneo del calcio ad essere il vero dramma italiano.

di Pippo Trio

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