Miracolo azzurro, il muto Giuntoli ritrova la parola!
Giugno 8, 2020
Il calcio italiano non meriterebbe di ripartire!
Giugno 9, 2020

Conte ‘blindato’, Pd e M5S incartati: Colao consegna il rapporto per la ricostruzione

Foto Roberto Monaldo - LaPresse

L’inquilino di Palazzo Chigi sempre più inattaccabile a meno di non provocare una crisi di governo dagli esiti probabilmente nefasti. Al premier è bastato lasciare trapelare la possibilità di dare vita a un suo partito personale per mandare in tilt gli alleati di governo. Il segretario Pd oggi in Direzione ha ammesso che “non ci sono alternative” a Conte e alla coalizione di governo di cui fanno parte. Il M5S, alle prese con una feroce guerra interna, è deciso per il momento a non dare peso alle ambizioni del ‘suo’ presidente del Consiglio. Intanto Vittorio Colao consegna il rapporto degli esperti che farà da base agli “Stati generali dell’economia”e ringrazia.

di Peppe Papa

La coalizione di governo è la sola che può stare in piedi, non ci sono alternative”, ha sintetizzato Nicola Zingaretti ai suoi nel corso, oggi, della videoconferenza per la Direzione Pd sottolineando anche che “con Conte non c’è stata nessuna contrapposizione, ma la necessità di un salto di qualità necessario”.

Parole apprezzate dal premier il quale, forte del gradimento dei due terzi degli italiani certificato dagli ultimi sondaggi, tra una forzatura e l’altra va per la sua strada tenendo sulla corda i soci del suo governo.

Altro che pupazzo manovrato dai partiti come è stato dipinto finora, ma scaltro commander in chief   in grado di incunearsi tra le contraddizioni dei partiti che lo sostengono, accrescendo la propria autonomia, fino a conquistare il ruolo di protagonista della scena politica italiana e l’impossibilità, finora e chissà per quanto ancora, di essere scalzato.

E’ bastato far trapelare di essere pronto a dar vita a un partito personale, voce abilmente messa in giro dal suo sottovalutato portavoce Rocco Casalino e accreditato da una indagine demoscopica di Sky Tg24 del 14%, per mandare in tilt Dem e Cinque Stelle.

Un’offensiva, quella di Conte, lanciata con la convocazione degli “Stati generali dell’economia” per la “ricostruzione post-covid” senza avvertire nessuno, scatenando l’irritazione degli alleati, in primis proprio il Pd titolare della delega all’Economia con il suo Ministro, Roberto Gualtieri costretto a chiedere spiegazioni a Palazzo Chigi. Seguito da tutti i capi del partito che sono intervenuti a raffica per chiedere un “cambio di passo” non solo a lui, ma anche al loro stesso leader.

Malumori che Zingaretti ha intercettato manifestando a sua volta segni di insofferenza, ma che allo stato dell’arte non hanno prodotto significativi cambi di strategia.

Il messaggio recapitato in direzione, come abbiamo detto, è stato infatti quello che Conte non si tocca, così come l’alleanza con i grillini con i quali, auspicabilmente, bisognerà trovare convergenze in vista delle prossime elezioni amministrative.

Servono scelte nuove e una decisiva svolta da compiere insieme ai nostri alleati, solo questo è stato il cuore del confronto con il premier in queste ore, utile, che continuerà” ha spiegato il segretario. Il Pd affronterà “le regionali e le amministrative – ha proseguito – con spirito unitario per delle alleanze larghe, progressiste e civiche. In ogni regione si decide in autonomia ma faccio un appello agli alleati, se l’obiettivo è vincere, garantire un buon governo e fermare le destre unite, non ostacolate nei territori le alleanze che si potrebbero creare”.

Il M5S da parte sua, un po’ perché ritiene Conte ancora uno dei suoi e un po’ perché alle prese con una guerra interna dagli esiti incerti, non sembra dare eccessivo peso all’attivismo del presidente del Consiglio, rimandando a una resa dei conti successiva che avverrà solo con la convocazione dei propri ‘Stati generali’, saltati per l’emergenza sanitaria, e posticipati ad un indefinito prossimo futuro. Per ora si gustano il potere, fin che dura, lasciando agli altri partner della maggioranza l’incombenza di fare “ammuina”.

Alle fibrillazioni, intanto, l’avvocato ha risposto concedendo lo slittamento dell’appuntamento programmato solo di qualche giorno, probabilmente giovedì prossimo, nel frattempo proprio in data odierna ha ricevuto il rapporto finale del comitato degli esperti in materia economica-sociale, guidato da Vittorio Colao.

Il documento, come precisato in un comunicato, verrà illustrato nei prossimi giorni” e in calce ha riportato i ringraziamenti da parte di tutto il comitato “al presidente del Consiglio per l’opportunità offerta di poter mettere a disposizione delle istituzioni della Repubblica le proprie competenze”.

Un altro punto a favore, dunque, per il capo del governo e possibile futuro leader di partito cui nessuno dava credito e prestava attenzione, con il quale è ormai evidente bisognerà fare i conti, a meno di provocarne la caduta con le conseguenze probabilmente nefaste che una tale scelta comporterebbe. C’è qualcuno disposto a prendersene la responsabilità?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *