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Carbon tax e meno burocrazia: il Piano Colao per la green economy

C’è tanta green economy nel Piano Colao di recente presentato al Governo, un dossier con 121 schede per “un’Italia più forte, resiliente ed equa”, che ha assoluto bisogno di una decisa transizione verso un’economia sostenibile, digitale e verde.

di Alessio Gallicola

Prima di analizzare le proposte per una economia sostenibile del piano presentato a Palazzo Chigi da Vittorio Colao, che pure sono molteplici, vale la pena soffernarsi sull’approccio utilizzato nella stesura del documento. A conferma del taglio manageriale che l’ex ad di Vodafone ha voluto imprimere allo studio, si ritrova una precisa analisi delle cause che finora hanno frenato questa transizione, pur auspicata da anni.

La prima in assoluto è l’eccessiva burocrazia che condiziona fortemente l’iter per la realizzazione di impianti adatti allo sviluppo sostenibile del Paese.

Se è vero – com’è vero – che in Italia occorre più tempo per l’iter autorizzativo di un’infrastruttura energetica che per la realizzazione della stessa e che al momento il governo non prevede percorsi semplificati per programmi di transizione energetica, si intuisce che il raggiungimento degli obiettivi fissati dal Piano nazionale integrato energia e clima sarà quanto meno complicato.

A ciò si aggiungono le nuove condizioni dettate dal post Covid-19, che di fatto rischia di rallentare tutti i processi di transizione energetica, oltre all’annosa questione della gestione dei rifiuti: ogni anno l’Italia genera circa 170 Mln di tonnellate di rifiuti in continua crescita, che vengono esportati in quota assai rilevante (+15%) per la cronica mancanza di impianti di gestione.

Il punto di partenza, come si vede, è tutt’altro che incoraggiante, ma le proposte del team Colao guardano avanti: un piano strategico per l’economia circolare con norme e fondi ad hoc per la gestione del ciclo dei rifiuti; una “carbon tax” per disincentivare le imprese più inquinanti. Queste le più significative all’interno di uno scenario che si presenta complesso, ma allo stesso tempo stimolante. E le soluzioni non necessariamente sono “costose” per lo Stato.

“Il punto di partenza, come si vede, è tutt’altro che incoraggiante, ma le proposte del team Colao guardano avanti”

Ridurre la burocrazia, ad esempio, significa accorciare sensibilmente i tempi di approvazione della Valutazione di impatto ambientale (la famigerata Via), aggiornare i criteri ambientali minimi per i cosiddetti “appalti verdi” e, in generale, mettere mano alla modifica del Codice dei contratti pubblici, applicando alle infrastrutture di interesse strategico le direttive europee. Insomma, interventi a costo zero.

Per il resto, l’Europa ci mette a disposizione finanziamenti (vedi articolo del 10.6) per tutte le misure. Un’occasione unica, da sfruttare mettendo da parte polemiche e convenienze politiche.

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