Carbon tax e meno burocrazia: il Piano Colao per la green economy
Giugno 11, 2020
A proposito di ‘schiavismo’: il genocidio nascosto dei musulmani in Africa
Giugno 16, 2020

“Con-Te”, ecco il partito del premier: alleati ‘fregati’

Il premier ha pronto il suo partito di cui a quanto pare ha già depositato nome e marchio. Ad affiancarlo nel progetto ex Dc e Radicali, fuoriusciti 5Stelle. Nel frattempo si è circondato di un team personale di economisti guidato dalla professoressa italo-statunitense, Marianna Mazzuccato che sta lavorando al programma in vista degli aiuti previsti dalla Ue. Pd e grillini spiazzati.

di Peppe Papa

Ha pronto il suo partito, anzi dicono che abbia addirittura depositato il nome e messo insieme una squadra di tutto rispetto già al lavoro sul progetto. Giuseppe Conte, insomma, fa sul serio.

Il movimento si chiamerà Con-Te, a svelarlo qualche giorno fa è stato Stefano Zurlo sul Giornale, parlando anche di una decina di circoli che stanno per partire e di alcuni nomi di politici, come gli ex Dc Bruno Tabacci e Angelo Sanza, il fuoriuscito M5S al Senato ex comandante della Capitaneria di porto di Livorno, Gregorio De Falco (quello di “Schettino “torni a bordo c***o”), l’ex Radicale Alessandro Fusacchia, che si stanno dando da fare per mettere in piedi l’organizzazione.

Una prima mezza conferma dell’operazione in corso, nel classico stile ‘Balena bianca’, è arrivata proprio da Tabacci il quale, in una recente intervista all’Huffington Post, ha confessato di sentirsi “frequentemente” con il premier e che “quando si tratterà di andare alle urne dovrà nascere all’interno della coalizione di centrosinistra una formazione più centrale di rito popolare che dovrà ruotare intorno alla sua leadership”. E sul suo ruolo di regista ha prima glissato, “pettegolezzi”, poi ha indicato Conte come “punto di evoluzione del pensiero democristiano” azzardando infine un paragone nientemeno con Aldo Moro.

L’operazione, è chiaro, punta a sfruttare lo spazio apertosi tra i due principali partiti della maggioranza, 5Stelle e Pd, alle prese entrambi con le loro contraddizioni interne.

I primi, quasi giunti alla resa dei conti, rinviata agli Stati generali del Movimento in data da definirsi, tra il fronte dei ribelli guidato da Alessandro Di Battista, quello dei governisti che fanno capo al presidente della Camera Roberto Fico e gli “opportunisti” moderati del ministro degli Esteri, Luigi Di Maio.

I secondi, in piena cisi d’identità che vedono sfumare il piano concepito dall’apparato dirigente del partito, ispirato dal suo segretario in pectore Dario Franceschini, teso a fagocitare il M5S rendendo organica e strutturale l’alleanza, oltre farsi sfilare di mano il pallino di gioco da un ex signor nessuno, auto proclamatosi “avvocato del popolo”, che avevano allevato in seno con il proposito di farne la ‘testa di legno’ del fronte progressista destinato a governare anche la prossima legislatura.

Be’, Conte ha fregato tutti. E naturalmente smentisce: “Folle pensare a un mio partito”.

Intanto, sfruttando l’opportunità offertagli dall’intuizione del suo comunicatore, Rocco Casalino con l’istituzione degli “Stati generali dell’economia” che ha spiazzato i suoi mentori, si appresta a lanciare la propria creatura politica.

Nel frattempo, dimostrando di non essere per niente uno sprovveduto, si è circondato di un team personale di economisti guidato dalla professoressa italo-statunitense, Marianna Mazzuccato non a caso l’unica degli esperti chiamati da Vittorio Colao a redigere il “Piano per la ripartenza” commissionato dal governo a non firmare il rapporto, che sta costruendo il programma in vista degli aiuti previsti dalla Ue.

Circa 300 miliardi di euro, tra Mes, Sure, Recovery fund e altro ancora, soldi mai visti prima in così poco tempo, che sarà fondamentale gestire restando a dirigere Palazzo Chigi. E se il Paese dovesse farcela ad uscire dalla drammatica crisi in cui è piombato a seguito dell’emergenza sanitaria, sarà lui d’emblée a uscirne vincitore, con Dem e grillini a leccarsi le ferite per l’occasione persa, insieme probabilmente, a un mare di consensi. Chapeau.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *