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Bullismo mediatico contro Eziolino Capuano per speculare sulle ormai datate dichiarazioni su Mertens

Nel mondo del calcio parlato vige la legge del branco, guai a distinguersi dalle mode e prendersi la responsabilità di esprimere opinioni prima che il campo sentenzi il suo verdetto finale. Quello che avviene da qualche anno nei confronti di Eziolino Capuano, istrionico allenatore di calcio minore, gettonato opinionista degli anni scorsi in tanti di quei salottini televisivi locali, è vergognoso, vero e proprio bullismo mediatico, con questo continuo rinfacciargli dichiarazioni ormai datate su Mertens. Oggi, dopo otto, nove anni che Mertens è a Napoli, dopo aver battuto il record del miglior goleador della storia azzurra, che quando il belga fu acquistato nella prima annata di Benitez, rinfacciare al simpatico Capuano di aver detto che Mertens in quella stagione, non avrebbe collezionato più di otto partite da titolare è veramente tanto infantile quanto disonesto intellettualmente. Era ovvio che il buon Eziolino Capuano si riferisse a quella stagione, perché nessuno poteva immaginarsi, ne tantomeno lui che il belga sarebbe rimasto tutti questi anni al Napoli e poi diventare il più grande goleador della storia. Ma il variegato mondo del calcio parlato non perdona niente a nessuno, magari al momento archivia le opinioni date per mancanza di argomenti a controbattere, per poi alla prima occasione buona tirarle fuori per sbeffeggiare l’autore dell’eventuale topica, ammesso che quella di Capuano fosse tale, invece il concetto riferito a quella stagione non era sbagliato affatto. Accade sempre, ad ogni partita delle tante che si giocano, a seconda dei risultati alterni, che ognuno dei commentatori del calcio si rivalgono delle proprie opinioni nei confronti di chi era di parere opposto. È un circolo vizioso e alquanto infantile seppure in qualche modo violento, quello di bullizzare a seconda dei risultati ormai acquisiti, l’opinionista eccellente quando le sue tesi, non si avverano nel corso degli anni o quanto meno non trovano poi riscontro nei fatti. Ma Eziolino Capuano da addetto ai lavori e competente della materia, interpellato sull’argomento, anni fa disse che a suo parere, vista la rosa del Napoli e la concorrenza nel ruolo di Insigne, Mertens non avrebbe giocato più di otto partite da titolare. Nessuno all’epoca osó contraddirlo, anche perché è nota l’ignoranza dei giornalisti quanto a conoscenza di calciatori stranieri che non siano i top player e Mertens di sicuro all’epoca non lo era. Ora dopo tutti i gol che il belga ha segnato e ad ogni sua segnatura, tirare in ballo stucchevolmente l’anatema di Capuano è ignobilmente scorretto, e ancorché volerne parlare ancora, ci sembra del tutto fuori luogo e fuori contesto temporale. Allora a tal proposito vi spieghiamo perchè Capuano non avesse avuto nemmeno torto, tanto è vero che Mertens in quell’annata era la riserva di Insigne che Benitez, e come in seguito anche Sarri, gli preferivano, in quanto il napoletano garantiva più copertura a centrocampo se non in difesa. Era opinione di tutti, non solo di Capuano che Mertens era più efficace entrando a partita in corso, per la sua presunta incapacità fisica di tenere i 90 minuti e anche perché la sua vivacità offensiva era più adatta con la squadra avversaria sulle gambe, quando c’era da sbloccare una partita o quando addirittura dover rimediare ad un risultato negativo. Questa tesi era suffragata dallo stesso Mertens che ogni volta che entrava, sparigliava la partita, spesso gli capitava di metterla dentro o di confezionare azioni e assist vincenti. Nessuno, ma proprio nessuno avrebbe mai immaginato che invece Mertens il gol lo aveva nel sangue al punto di ricoprire il ruolo di centravanti titolare in una squadra come il Napoli, e neanche Sarri lo aveva capito, nonostante la leggenda gli attribuisca la paternità della scoperta del Mertens centravanti, in quella solita e favolistica versione dei giornalisti locali più superficiali e incompetenti, poco capaci di analizzare il calcio approfondendone le sfumature. Mertens ha sempre fatto la riserva di Insigne, da Benitez a Sarri, senza mai protestare e senza mai rovinare il rapporto di rivalità con il compagno, la qual cosa avrà fatto pensare a tutti che lo stesso Mertens fosse consapevole del ruolo di comprimario per inferiorità tecnico tattica, fino a che cambió atteggiamento e nell’esordio di Sarri a Pescara sul 2 a 0 per gli abruzzesi. subentrando come al solito dalla panchina, grazie ad una sua doppietta consenti la rimonta del Napoli, esultando in modo garbatamente polemico a fissare con lo sguardo torvo Sarri reo di non considerarlo come avrebbe dovuto nonostante gli avesse sin da subito salvato la panchina. Sfortuna di Mertens e fortuna di Sarri e del Napoli, quella fu la stagione del record di gol di HIguain, per cui a Mertens non restava altro che tornare nel ruolo di panchinaro perchè Sarri continuava a preferire il duo Insigne-Callejon più adatto ad affiancare il Pipita che faceva reparto da solo segnando montagne di gol. Ma come per magia del calcio e grazie alla sua imprevedibilità degli eventi accade che l’anno dopo HIguain va via e arriva Milik nel ruolo di sostituto, purtroppo per il polacco dopo le prime incoraggianti partite ad una sosta delle nazionali si infortuna gravemente lasciando scoperto il ruolo in attacco a tal punto che Sarri in tutta fretta volle farsi acquistare gia a dicembre Pavoletti al costo di 18 milioni che però non poteva ancora prima di gennaio data ufficiale del mercato. Nel frattempo con Milik infortunato nella testa di Sarri rimaneva a Gabbiadini il compito di coprire il ruolo di centravanti pur non avendo l’ex doriano le caratteristiche tecniche e caratteriali per surrogare il ruolo che fu svolto alla grande da HIguain e discretamente da Milik fino a prima dell’infortunio. Ma Gabbiadini come era prevedibile non era adatto al ruolo nonostante Sarri si intestardisse a farlo giocare, e lo dimostrava di partita in partita trovandosi molto a disagio nel subire le attenzioni dei difensori avversari fino al punto che talmente stressato per frustrazione all’ennesimo fallo avversario reagì fino a farsi espellere per due giornate lasciando Sarri senza alternative dal momento che Pavoletti era ancora inutilizzabile e fu così che per necessità virtù fu impiegato Mertens nel ruolo di falso nueve e il belga a suon di gol, doppiette e triplette prepotentemente si conquistò il ruolo di titolare, dal far risultare del tutto inutile l’acquisto di Pavoletti che non giocò nemmeno una partita, e dal vanificare il ritorno di Milik costringendolo in panchina. Quindi è stata del tutto casuale la scoperta di ritrovarsi un Mertens goleador e grandi centravanti, altro che falso nueve. Ora è facile, soprattutto dopo il gol del record, rinfacciare a Capuano le dichiarazioni fatte 9 anni fa, probabilmente se Mertens non avesse segnato e il Napoli non avesse colto la finale, nessuno si sarebbe preso la briga ancora una volta di tirare in ballo Eziolino Capuano. Ma poi da che pulpiti vengono queste prediche, dal momento che gli stessi che oggi rinfacciano Mertens a Capuano sono gli stessi che dicevano che Amoruso fosse più forte di Mertens oppure dal dire che due fra i più grandi allenatori della storia del calcio come Benitez e Ancelotti hanno fallito. Altro che Eziolino Capuano, qui come avrebbe detto il grande Rambone, ci sarebbe da chiamare il 118! Quanto ci manchi Rambo!
di Pippo Trio

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