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Industria e innovazione, Conte: “Impresa 4.0 plus per il rilancio dell’economia”

Premiati gli investimenti su innovazione e green: “Vareremo una nuova versione di Impresa 4.0, si chiamerà Impresa 4.0 plus e avrà incentivi consistenti per una spinta ulteriore alla digitalizzazione delle imprese, per quelle che investono in robotica e adottano anche l’intelligenza artificiale”.

di Alessio Gallicola

L’aveva annunciato il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, nella conferenza stampa che qualche giorno fa aveva preceduto l’avvio degli Stati Generali. E in effetti, da ciò che trapela dal conclave di Villa Pamphilj, sembra che sia stato uno dei punti di forza della rappresentazione fatta dalla squadra di Governo ai rappresentanti di imprese e parti sociali.

La struttura di Impresa 4.0, che buoni risultati aveva prodotto fin dalle prime battute della sua approvazione, viene ripristinata ed anzi, nei disegni dell’esecutivo, potenziata attraverso il ricorso ad una serie di incentivazioni fiscali diverse – e in qualche caso superiori – rispetto alla prima stesura.

Industria 4.0 Plus andrà dunque a completare il puzzle della politica industriale del governo nella quale gioca un ruolo centrale il Piano Transizione 4.0 voluto dal ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli.

Con il Piano saranno mobilitati 7 miliardi di euro di risorse per le imprese che punteranno con decisione sull’innovazione, gli investimenti green, la ricerca e sviluppo, le attività di design e innovazione estetica, la formazione 4.0.

Il nostro sistema produttivo ha assoluto bisogno che si completi il processo di transizione digitale e sono proprio questi i settori nei quali sarà sempre più fondamentale investire nei prossimi anni, anche per connettersi alla strategia di sviluppo dell’economia circolare e della sostenibilità ambientale, oltre ad accrescere le competenze tecnologiche dei lavoratori.

Il decreto, che consente alle imprese di attuare i loro investimenti potendoli programmare con maggiori certezze sia sul piano interpretativo che su quello operativo, rinnova le modalità di attuazione del nuovo credito d’imposta per il periodo successivo al 31 dicembre 2019.

Nello specifico vengono indicati i criteri tecnici per la classificazione delle attività di ricerca e sviluppo, di innovazione tecnologica e di design e innovazione estetica ammissibili al credito d’imposta.

Spazio anche alla definizione della sezione “innovazione tecnologica” con gli obiettivi di innovazione digitale 4.0 e di transizione ecologica rilevanti per la maggiorazione dell’aliquota del credito d’imposta. Infine vengono individuati i criteri per la determinazione e l’imputazione temporale delle spese ammissibili e in materia di oneri documentali.

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