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Blocco liberal contro i populisti: Iv, Fi, Azione, +Europa insieme per scongiurare l’irrilevanza

Foto Caterina Papa

Un blocco di forze liberali e riformiste insieme per arginare le spinte eversive di sovranisti e populisti. Una federazione, o un vero e proprio redivivo Partito della Nazione, capace di far risuonare le sirene per “l’ultima chiamata” europeista indotta dall’emergenza post covid.

di Peppe Papa

Un blocco di forze liberali e riformiste, avanguardie della globalizzazione capitalistica, organizzate per arginare le spinte eversive di sovranisti e populisti che come un cancro stanno consumando la democrazia del Paese. Una federazione, o un vero e proprio redivivo Partito della Nazione, capace di far risuonare le sirene per “l’ultima chiamata” europeista indotta dall’emergenza post covid.

Una missione possibile per Italia Viva di Matteo Renzi, Azione di Carlo Calenda, +Europa di Emma Bonino e Benedetto Della Vedova, Forza Italia di Silvio Berlusconi, che insieme potrebbero formare un blocco del 14-15%, stando alle ultime stime dei sondaggi, in grado di proporsi come riferimento del voto riformista e moderato in cerca di una casa che affolla il grande bacino dell’astensione.

Solo una suggestione per il momento, ma che potrebbe concretizzarsi se i leader dei partiti in questione riuscissero a superare gli impedimenti dovuti principalmente al loro ipertrofico ego dando vita a una iniziativa comune che faccia perno su valori, programmi e finalità condivise. Che non mancano.

Una necessità per loro, a guardar bene, in considerazione del mare in tempesta in cui si trovano a navigare che, chi più chi meno, li rende marginali, in balia di un futuro incerto e senza alle viste di un approdo sicuro.

La creatura politica di Renzi, artefice geniale della nascita del governo giallo-rosso che ha spedito Salvini e la destra sovranista all’opposizione dettando la linea anche al suo ex partito il Pd prima di sancirne la scissione, non si schioda da percentuali di consenso che ne mettono a rischio addirittura la possibilità di conquistare qualche seggio in parlamento in caso di nuove eventuali elezioni.

Potrebbe essere lui, dotato della necessaria spregiudicatezza politica e carisma, a farsi artefice di un’ulteriore “mossa del cavallo”, di cui si è dimostrato maestro, avviando una costituente del frammentato fronte liberal democratico riformista.

Certo, Carlo Calenda non gli è da meno come spocchia e allure di primo della classe, ma con il suo partitino Azione, fondato con l’ex renzianissimo Matteo Richetti, anche lui non incide palleggiandosi un modesto 3% che gli viene attribuito dalle indagini demoscopiche con Italia Viva, in un gioco di sorpassi e contro-sorpassi che non porta entrambi da nessuna parte.

Meglio sarebbe sedersi a un tavolo, confidando tutto sommato in una visione comune dei destini dell’Italia nel mondo, e trovare un accordo per procedere a braccetto.

Più Europa, la formazione che affonda le sue radici nella lunga tradizione transnazionale e europeista del Partito Radicale, sicuramente per storia il movimento politico più liberale, libertario, garantista, laico italiano, pur non rinunciando a nessuna delle sue battaglie civili vive ai margini facendo sentire con fatica la propria voce.

Sopra il 2% o poco più, merito in prevalenza dell’autorevolezza di una grande donna come Emma Bonino, avrebbe tutto da guadagnare da un rassemblement del genere apportando un contributo di idee notevole e di qualità.

In ultimo Silvio Berlusconi e la sua Forza Italia, scomodamente intruppato per pure ragioni opportunistiche in un centrodestra a trazione leghista di cui non condivide quasi niente, prova a tenere in piedi un partito che solo la sua persona finora riesce a conservare insieme anche se dei fasti di una volta è rimasto poco.

Con una forza che oscilla, chissà per quanto tempo ancora, tra il 6-7% tra alleati e fedelissimi che gli tirano i piedi in attesa del “liberi tutti” definitivo, potrebbe inventarsi un ultimo colpa di coda e passare alla storia.

Compiere, se pur tardivamente e ormai libero da interessi personali contingenti, quella rivoluzione liberale tanto agognata che ha rappresentato la cifra ideale del suo impegno in politica e mai realizzata.

Il Pd nel frattempo, se mai si concretizzasse una simile operazione, e sempre se riuscisse ad abbandonare la sua ossessione egemonica in questo momento finita sotto i piedi dei 5Stelle, potrebbe trarne vantaggio potendo dialogare con un interlocutore responsabile e certamente più in sintonia con le proprie aspettative ideali e di governo.

Liberarsi dal ricatto populista grillino cercando di recuperarne l’anima movimentista e di sinistra che lo rese orfano sarebbe una gran cosa, dandogli una nuova linfa e la possibilità di costruire un centro-sinistra che possa giocarsela alla pari con la destra più becera, nefasta e aggressiva che ha conosciuto l’Italia nel dopoguerra.

Fantapolitica? Chi può dirlo. La Storia, nonostante “l’eterno ritorno” in cui nel tempo hanno tentato di ingabbiarla, ha sempre presentato il conto della sua imprevedibilità.

2 Comments

  1. Osita Vincenzi ha detto:

    io ho sempre sostenuto Renzi percHé può finalmente attuare una sinistra riformista ,progressista,e ,aggiungo io,femminista ,ho apprezzato la Bonino e so che Carlo Calenda è un politico con la P maiuscola ,ma,in questo gruppo non ci potrei infilare un Berlusconi e,qualora Renzi fosse favorevole,invece ,a tale ammucchiata io saluterei tutti e me ne andrei perché,evidentemente ,c’è qualcosa che mi è sfuggita e che io non approverei mai

  2. Luisa Zani ha detto:

    Per mettere all angolo i disfattisti populisti di destra e di sinistra può servire anche Forza Italia Prima o dopo Berlusconi sparira’

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