Il ‘fast’ mito Ringhio Star, la demolizione irrispettosa di Carlo il grande, è tutto un deja vu!
Luglio 10, 2020
Bruxelles, “Benvenuti in Belgistan”: l’Islam che fa paura nel cuore dell’Europa
Luglio 11, 2020

Di Maio incontra Draghi, politica in fibrillazione: Conte e Prodi nel mirino

Il 24 giugno alla Farnesina il vis-à-vis tra il ministro degli Esteri e l’ex presidente della Bce, una notizia piombata a sorpresa sullo stagnante trantràn della politica italiana post pandemia. Telefoni bollenti, chat ufficiali mute: Palazzo Chigi e Quirinale, si accende la contesa

di Peppe Papa

La notizia è piombata a sorpresa, come un fulmine a ciel sereno, sullo stagnante trantràn della politica italiana, alle prese con le difficoltà e le incertezze di una ripresa post-pandemica di cui non si intravede via d’uscita, spiazzando tutti da destra a sinistra alimentando ansie, sospetti, ipotesi di trame oscure, soprattutto dalle forze che sostengono il governo.

Nei giorni scorsi, il 24 giugno per la precisione, c’è stato un incontro fra il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio e l’ex presidente della Bce, Mario Draghi.

A renderlo noto è stata l’Adnkronos che ha parlato di uno scambio di punti di vista tra i due sulla situazione politica ed economica ed è stato confermato da fonti della Farnesina spiegando che si è trattato “di uno dei consueti incontri istituzionali che il titolare del dicastero è solito svolgere anche con altre autorità istituzionali” e che il vis-à-vis “è stato positivo e proficuo”.

Niente di strano, direte, che un Ministro italiano si intrattenga per un caffè con una delle personalità più in vista e influenti degli ultimi decenni a livello internazionale come Draghi per scambiare qualche idea sui dossier europei più spinosi in un momento particolarmente complicato come quello che stiamo vivendo. Invece la cosa ha scatenato il panico, più o meno.

Telefoni bollenti, chat ufficiali mute e diffuso timore che sfoghi e confidenze possano rimbalzare sulle agenzie come succede sempre in questi casi principalmente quando si tratta di esponenti M5S.

Dell’incontro con l’ex numero uno della Banca centrale europea, infatti, erano all’oscuro tutti, in particolar modo i big grillini e lo stesso premier, Giuseppe Conte.

Fatto questo che accresce il sospetto di un possibile ‘fuoco amico’ e dà fiato ai rumors di Palazzo, rilanciati anche da esponenti delle opposizioni, che vorrebbero Draghi al posto dell’attuale presidente del Consiglio, in un governo di “unità nazionale”, necessario per affrontare con competenza e autorevolezza la drammatica involuzione economico sociale in cui è precipitato il Paese.

Sta di fatto, comunque, che sono in molti quelli che non credono Conte in grado di fronteggiare un autunno che si annuncia caldissimo e si dicono convinti che la sua popolarità sia destinata a crollare in maniera inversamente proporzionale all’incedere della crisi.

C’è chi, come un Ministro Cinque Stelle,ha addirittura confidato all’AdnKronos, sotto anonimato, che “l’unico modo” per il premier di conservare il posto sarebbe quello di fare “un rimpasto subito, prima delle regionali, altrimenti sarà durissima tirare a campare”.

Improbabile che accada. Certo la mossa di Di Maio non può essere derubricata ad incontro di cortesia, il giovane leader grillino è più scaltro di quanto qualcun ha pensato finora.

Intanto non ha mai smesso di lavorare al tentativo di riprendersi il Movimento momentaneamente consegnato dal garante, Beppe Grillo proprio a Conte con l’obiettivo di traghettarlo in una posizione di forza stabilmente nel centrosinistra di governo.

Una prospettiva per niente condivisa né da lui, né tanto meno dall’ala radicale rappresentata da Alessandro Di Batista che smania di ritornare in partita, spalleggiato da Davide Casaleggio il quale, qualche giorno fa è stato ricevuto con tutti gli onori dal premier nella sede del governo.

Evitare il rischio di finire a fare il terzo incomodo nel partito è un imperativo categorico per lui e perciò non ha mai smesso di darsi da fare per esercitare una leadership che ha abilmente occultato per poter meglio agire sotto traccia.

Una condizione però che allo stato dell’arte ha capito di non dover protrarre, pena l’irrilevanza. Pertanto, non a caso, la notizia dell’incontro con Draghi è stata fatta uscire dopo diversi giorni con una tempistica da manuale.

Ha aspettato che si spegnesse il clamore per il reality show degli Stati Generali convocati da Conte a Villa Pamphilj, si consumasse il vertice di questi con Casaleggio jr, e approfittato dell’uscita di Romano Prodi qualche giorno fa sull’apertura alla possibilità del coinvolgimento di Silvio Berlusconi e del suo Forza Italia nel governo.

La “pacificazione” l’hanno definita i commentatori, uno sforzo di terzeità da parte dell’ex padre dell’Ulivo che fa da prodomo alla sua candidatura al Quirinale. Per niente scontata, però se di mezzo ci si mette Mario Draghi, magari passando prima da Palazzo Chigi. “Giggino” lo sa. E c’è chi ancora gli dà del bibitaro.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *