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De Laurentiis come giustifica la Cig per 20 dipendenti se spende 100ml. per Osimhen?

Poi dice che in Europa non ci vogliono aiutare economicamente, ma come dargli torto se un Paese come l’Italia continua a sperperare denaro pubblico in modo inverecondo? Si badi bene che qui ancora non si parla di appalti, tangenti, vitalizi, benefit e varie schifezze a cui siamo da sempre abituati e nemmeno si parla di connessioni fra mafia e politica, ma parliamo semplicemente di un Paese che dichiara una crisi economica senza precedenti, causa pandemia, reclamando a viva voce aiuti europei per centinaia di miliardi che poi sperpera i soldi pubblici elargendo a vario titolo agevolazioni statali a chi è già ricco invece di aiutare a chi fa fatica a fare tre pasti al giorno. Lungi da noi fare del facile moralismo, ma ci piacerebbe che qualche giuslavorista, una qualsiasi carica dello stato o addirittura l’interessato ci spiegasse come è possibile che una società di calcio, possa richiedere i benefici degli ammortizzatori sociali per i suoi dipendenti fra amministrativi e altri impiegati, che non paga da vari mesi le spettanze ai suoi calciatori, peraltro minacciati anche di multe e risarcimento danni, che chiude quasi puntualmente il bilancio in attivo di decine di milioni con altrettanti cento e passa milioni di riserve di cassa, che chiamano carinamente “tesoretti” per non chiamarle creste, e che adesso prevede di spendere una cifra intorno ai cento milioni per il primo acquisto di mercato a cui ne seguiranno altri? Non abbiamo mai creduto che De Laurentiis fosse un generoso e figuriamoci un filantropo, tutt’altro, ma bisogna dire che in questo affare Osimhen ci ha veramente spiazzati, confusi, fuorviati. Mai avremmo creduto già in periodi di vacche grasse che spendesse tanti soldi prima di vendere perlomeno per il doppio della cifra investita, ma che ora spenda come niente fosse, di primo acchito cento milioni per questo ragazzotto africano, sconosciuto ai più una tale cifra e avendo praticamente dichiarato solo pochi mesi fa la crisi aziendale post Covid, al punto di ottenere i benefici della cassa integrazione per i suoi dipendenti meno onerosi, veramente ci crea grande disagio e perplessità. Solo con i milioni pagati in commissione al procuratore di Osimhen si pagherebbero dieci anni di stipendi ai 25 dipendenti messi in Cig. Sembra una di quelle squallide e misere storielle italiane di chi Italia in questo periodo di crisi ha dichiarato di aver perso in tre mesi il triplo della cifra dichiarata a bilancio per poi ottenere il massimo degli aiuti statali, ma neanche capiamo come è possibile oggi con il fisco digitalizzato, le fatture elettroniche che ancora sia possibile accettare tutto questo. Siamo certi che nessuno risponderà alle nostre domande e se lo faranno di certo non ne risponderà chi di dovere ma forse solo qualcuno dei soliti noti leccaculo del presidente del Napoli, fra giornalisti e opinionisti locali che vivono di pane e pallone pensando che così come a loro anche ai napoletani possa bastare solo il calcio azzurro a soddisfare le loro aspettative di vita perseguendo ancora questa bizzarra teoria che il calcio sia sempre l’oppio dei popoli. Sarà pure vero, ma con l’oppio non si mangia, altrimenti dimostrassero il contrario, ma intanto spiegassero e dimostrassero se tutto questo è perfettamente legittimo.
di Pippo Trio

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