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Settembre 10, 2020

Nuove rogne per De Luca, lo aspetta la class-action dei ristoratori

Una vera e propria class-action quella intrapresa, durante la fase 2 del lockdown, da ristoratori e bar, rappresentati e difesi dagli avvocati Rosa Capuozzo, Gianpiero Zinzi e Luisa Perillo, contro le due ordinanze emesse dal Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca. 

La numero 25 del 28 marzo 2020 che imponeva il divieto assoluto della ristorazione d’asporto e la numero 37 del 22 aprile, estesa fino al 3 maggio 2020 che consentiva l’asporto degli alimenti ma solo dalle ore 07.00 alle 14.00 per bar e pasticcerie, mentre per ristoranti e pizzerie esclusivamente dalle ore 14.00 alle 23.00 .

Costituita l’azione legale, gli avvocati difendono le ragioni di migliaia di piccoli imprenditori del settore gastronomico, a cominciare da pizzaioli e ristoratori colpiti non solo dalla crisi dovuta all’obbligata chiusura, ma anche e soprattutto per la controversa scelta del governatore De Luca di vietare con ordinanze regionali le attività di asporto andando contro la posizione del governo nazionale, che ne aveva consentito il prosieguo con tutte le misure di prevenzione sanitaria previste da Dpcm.

Lo sceriffo De Luca ha mostrato i muscoli colpendo migliaia di famiglie campane in difficoltà economica, alimentando un clima di preoccupazione per la sua campagna elettorale – dichiarano gli avvocati Capuozzo, Zinzi e Perillo – per questo abbiamo ritenuto doveroso difendere questi imprenditori avviando un ricorso al TAR“.

Sono due le questioni sulle quali i Giudici del TAR Campania dovranno pronunciarsi e per le quali si attende data di sentenza: Il Presidente Vincenzo De Luca, nell’adottare dette ordinanze, ha agito nel rispetto dei limiti imposti dalla legge dello stato? E ancora, tali ulteriori misure restrittive, valevoli solo per la Regione Campania, erano giustificate dalla diffusione epidemiologica del Virus Covid 19?

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